Cile, l’esercito ammette le sue colpe
Durante il regime di Pinochet «tortura ai prigionieri politici». Lo ha riconosciuto il comandante dei Carabineros cileni, generale Alberto Cienfuegos
Nel giorno della consegna, avvenuta ieri, nelle mani del presidente della Repubblica cilena Ricardo Lagos del rapporto della Commissione nazionale sulla detenzione politica e la tortura (‘Comisión Nacional sobre la Detención Política y la Tortura’), presieduta dal vescovo cattolico Sergio Valech, il comandante dei Carabineros cileni, generale Alberto Cienfuegos, ha riconosciuto formalmente che durante la dittatura di Augusto Pinochet Ugarte (1973-1990) i prigionieri politici furono sottoposti a tortura.
Tuttavia, il capo del corpo militare ha voluto sottolineare che le responsabilità penali e politiche non possono né devono ricadere sul corpo stesso ma “sulle persone”. “Non possiamo disconoscere il passato, è una questione che nessuno può mettere in dubbio; ma io rispondo di quello che è accaduto da quando mi è stato affidato il comando dell’istituzione” ha precisato parlando con la stampa straniera il generale Cienfuegos, elevato a questa carica dal presidente Lagos il 27 novembre 2001.[
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