La Scala onora Antonio Ghiringhelli
Ricordato il sovrintendente di Brunello che coordinò la ricostruzione del teatro nel dopo guerra
Oggi il cantiere della Scala chiude i battenti e il teatro viene riconsegnato in tempo utile per preparare al meglio la "prima" di S.Ambrogio. La riconsegna non darà il via alle prove: esse si sono già iniziate da qualche tempo, sono state eseguite di giorno mentre il cantiere funzionava di notte.
Per la riapertura del più celebre teatro lirico andrà in scena l’ " Europa riconosciuta , di Salieri ovvero la stessa opera con la quale il teatro venne inaugurato nel 1778.
Questa grande , sospirata ripresa dell’attività scaligera dopo i lunghi lavori di restauro nei giorni scorsi ha avuto un significativo prologo: la presentazione del libro " Antonio Ghiringhelli, una vita per la Scala " edito per onorare il mitico sovrintendente al quale si deve la ricostruzione, a tempo di record, del teatro a fine guerra , il suo rilancio a livello mondiale e una gestione d’avanguardia manageriale.
Il libro dedicato a Antonio Ghiringhelli, varesino di Brunello, non è la prima iniziativa per onorare un uomo eccezionale: la città di Milano lo ha voluto nel famedio del Cimitero Monumentale e gli ha dedicato un largo proprio accanto alla Scala.
La presentazione del libro è avvenuta nella sala Simoni del museo del Teatro alla Scala . E’ stata una cerimonia di rara intensità, di genuina partecipazione, di forti sentimenti perché il sovrintendente Carlo Fontana e Stella Spinelli Ghiringhelli, nipote di Antonio, hanno invitato una élite fatta di persone che sul piano professionale, culturale e dell’amicizia sincera hanno vissuto e vivono con autentica dedizione l’epopea della Scala e coloro che non hanno conosciuto Ghiringhelli hanno potuto toccare con mano a distanza di anni i risultati della sua azione.
Fontana ha sottolineato la modernità del manager varesino ricordando alcune sue scelte: il rapporto di lavoro fisso per tutti i componenti di orchestra, coro e corpo di ballo come fattore di crescita artistica ; la programmazione di opere e concerti dedicati a ceti e categorie di norma lontani dal teatro per formazione o per scarse disponibilità finanziarie; infine la presenza fissa della mano pubblica nella misura del 50 per cento sia in ordine agli investimenti finanziari sia agli utili di gestione. La formula ha dato esiti soddisfacenti ed è sempre uno stimolo positivo .
Preziose le testimonianze di Mario Pasi ed Emilio Pozzi sul legame storico tra il Corriera della Sera e il Teatro alla Scala, toccante il ringraziamento di Stella Spinelli a tutti coloro che hanno voluto che la memoria del grande zio non si affievolisse. Vieri Poggiali, noto giornalista di economia e appassionatissimo di lirica e del suo tempio ha presentato con semplicità, ma con notevole carica emotiva il libro, che è la storia di Ghiringhelli ma anche del mondo nel quale egli ha agito con capacità incredibili per una persona che, sino a quando Antonio Greppi sindaco di Milano non gli affidò la Scala, aveva amato e frequentato un altro genere teatrale.
"Una vita per la Scala" non può mancare nella biblioteca di un appassionato di lirica, è un documento storico importante ricco anche di messaggi e di valori che meritano riflessione profonda per chi come noi oggi vive di corsa.
E’ un libro che non nascondendo i difetti di Tugneto da Brunello esalta ancora di più le sue qualità morali e il suo spessore di imprenditore pubblico, certamente il primo vero manager dell’Italia repubblicana e democratica.
Antonio Ghiringhelli è arrivato alla vetta solo grazie alle sue qualità, è stato un grande che non ha mai dimenticato da dove era partito. Ha ricevuto inviti da principi e uomini di Stato ai quali, fattorino delle poste a Varese, aveva portato telegrammi al Palace o al Grand Hotel di Campo di Fiori.
Emilio Pozzi si è recato a Brunello ed ha constatato che solo la targa della biblioteca ricorda Ghiringhelli, non una via gli è stata dedicata.
Varese ha fatto di peggio eppure è una città dove la musica, la lirica e la frequentazione della Scala non sono privilegio di pochi.
Non lo ha ricordato la Varese della prima Repubblica, non si poteva pretendere sensibilità dal sentire leghista. Nel 1999 , ventennale della morte di Ghiringhelli, la Camera di Commercio ha proposto, per il tramite della rivista Lombardia Nord Ovest, all’attenzione di molti la nobile figura del sovrintendente scaligero, ma non ci fu risposta a un invito esplicito a ricordarlo. L’apertura del teatro- tenda e una mezza promessa del suo management avevano fatto sperare nell’intitolazione della bella sala degli incontri ad Antonio Ghiringhelli. Che non è stato nemmeno preso in considerazione quando si è deciso di dare un nome al teatro, oggi dedicato a un grande della cultura oltre che del teatro, Apollonio. Una scelta ineccepibile, ma Ghiringhelli sarebbe stato un fortissimo rivale se fosse stato preso in considerazione.
Alla fine è appunto una questione di sensibilità. C’è a fianco della Scala largo Ghiringhelli, davanti al cinema Impero noi abbiamo largo Sogno.
Tiremm innanz.
"Antonio Ghringhelli –Una vita per la Scala "
di Vieri Poggiali, 300 pagine, 24 euro
Collana "Quaderni per la memoria"
Edizioni QuattroVenti
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