Padelle e fischietti in corteo contro la Moratti
Centinaia gli studenti varesini in corteo contro la riforma della scuola e i tagli del governo
Erano 200 per la polizia, 500 per gli organizzatori e circa 300 per l’occhio del cronista i ragazzi delle scuole di Varese in corteo oggi contro la Riforma Moratti. La manifestazione, colorata, chiassosa e allegra come solo dei liceali sanno fare, è stata organizzata dal Kollettivo Studentesco e dai Giovani Comunisti: protagonisti ancor più dei ragazzi erano cori, padelle e fischietti.
«Siamo circa 500, ci sono tutti quelli che ci aspettavamo ci fossero – commenta Martina, 16 anni, studentessa del liceo Classico
appartenente al Kollettivo studentesco – Sta andando tutto bene, a parte che la polizia ci ha fatto qualche problema con la musica…».
La manifestazione è stata in effetti un po’ oggetto di tira-e-molla: prima la musica, poi il sit in all’incrocio di via Sacco che non si poteva fare…
Non ci sono state tensioni particolari, però: si vedeva subito che malgrado la kefia d’ordinanza e le borse indiane lì c’erano innanzitutto bravi ragazzi, e che di fronte a loro c’erano poliziotti per nulla incattiviti – semmai preoccupati che non facessero troppo casino nel salotto buono della città – con quelli che potevano essere i loro figli o nipoti.
Pur giovanissimi, i varesini in manifestazione sono ormai dei veterani dei cortei contro la Moratti. Come per esempio Daniel, del liceo linguistico, che a 15 anni spiega: «Non è la prima manifestazione che faccio, è la seconda: ho già manifestato l’anno scorso, sempre contro la Moratti. Ed è quello che sto facendo anche oggi».
Il peggio della riforma? Secondo i ragazzi di Varese è innanzitutto la Riforma: escono fuori dalla tautologia solo due ragazze, entrambe sedicenni e entrambe di nome Martina: «Ne abbiamo anche parlato in classe – spiega la Martina del Sociopedagogico – questa riforma non mi va perché taglia potenzialità agli studenti: da ora ci sono meno conoscenze e meno possibilità». Per la Martina del Classico, invece, il peggio della Riforma ha un aspetto generale e una chicca particolarissima «Il peggio delle riforma sono i tagli ai fondi per la scuola e il fatto che la storia antica non si studia più, nemmeno alle elementari».
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