Rapine in villa, a colpire sono pendolari del crimine
Si tratta di due o tre "aggregazioni" di delinquenti che colpiscono anche in Brianza e nel Bergamasco. L'analisi del comandante regionale dei carabinieri
«Riteniamo che le rapine e i furti nelle ville siano opera di due o tre aggregazioni criminali che si spostano sul territorio. È un fenomeno di pendolarismo delinquenziale. Infatti hanno colpito oltre che a Varese, anche in Brianza, nelle province di Milano e Bergamo». A parlare è Il generale di brigata Antonio Girone, da circa due mesi al comando della regione carabinieri Lombardia, arrivato in visita al comando provinciale di via Saffi. Romano, 56 anni, sposato, con due figli, Girone ha un curriculum di quelli "pesanti". Prima di arrivare al vertice regionale è stato, infatti, comandante provinciale di Milano e capo del primo reparto della direzione investigativa antimafia.
«Di Varese – continua Girone – conosco il contesto, avendo operato a Milano. È un territorio impegnativo e impegnato operativamente. Garantiremo più sorveglianza e più uomini sul territorio. Ci saranno potenziamenti mirati e l’arrivo degli uomini del Cio, che sono reparti di manovra, va proprio in questa direzione».
Il nuovo comandante non si sottrae al commento della notizia che ha tenuto banco negli ultimi giorni: il duplice omicidio di Arcisate. «Fino adesso abbiamo parlato di prevenzione della criminalità diffusa. Il duplice omicidio va inquadrato, invece, in un fenomeno di criminalità di un certo livello, che tra l’altro c’era anche prima del fatto in questione, e sui cui la prevenzione serve a poco».
Non è per niente convinto che esista una correlazione significativa tra flussi di immigrazione e criminalità. «La maggior parte degli extracomunitari arrivati con i flussi regolari sono venuti in Italia per lavorare, lavorano e sono utili all’economia. Le forme di criminalità legate agli extracomunitari riguardano invece gli irregolari che per vivere si affidano a forme minime di criminalità. Alcuni si fermano lì, altri fanno il salto di qualità»
Girone crede molto nella statistica e nei numeri. Le conseguenze logiche sui fenomeni criminali le trae solo da quelli. «I dati ci dicono che i furti nelle case aumentano da ottobre in poi e in fasce di orario compreso tra le 18 e l’una di notte, perché il buio è un elemento di favore. La criminalità diffusa o micro, come viene definita dai media, genera molto allarme tra la gente, più della criminalità organizzata, perché le persone si sentono toccate direttamente dal fenomeno. Però, il dato generale ci dice che in Lombardia la criminalità , rispetto a tre anni fa, non è aumentata».
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