«Simulazione disastro aereo, nessuno ci ha coinvolto»

Diversi nuclei di protezione civile vicini all'aereoporto non sarebbero stati contattati per l'esercitazione "Malpensa 2004"

«Ho appreso dell’esercitazione di protezione civile per caso, tornando a casa dal lavoro, leggendo i cartelli stradali che avvisavano del disagio. E poi basta, nessun coinvolgimento, nessun corso, nessuna simulazione. Strano, perché io, come altri miei colleghi abitiamo a pochi chilometri di distanza dall’aeroporto».
A parlare è Franco Cassanelli, perito industriale e volontario della protezione civile. Uno come tanti che ha una famiglia, un lavoro ma che se succede qualcosa nel suo paese o altrove è pronto a indossare le divise gialle e grige e a sporcarsi le mani. La critica mossa è nei confronti dell’esercitazione denominata "Malpensa 2004" durante la quale nella notte di mercoledì scorso è stato simulato un disastro aereo a Malpensa, con relativo intervento dei mezzi di soccorso con l’ausilio dei volontari della protezione civile. 
«Ci chiamano per “fare” la viabilità, per sgomberare strade dai detriti, per cercare persone – spiega Franco , come quando si è perso l’anziano a Tradate. Ma stavolta no, non siamo stati coinvolti e pensare che di mezzi ne abbiamo: jeep, unità antincendio da 800 litri, 3 gruppi elettrogeni e molto altro materiale. E in più….».

E in più, verrebbe da dire, Jerago è a poco più di 10 chilometri dall’aeroporto, e uno dei paesi che per primo potrebbe mobilitare le sue squadre di protezione civile per gli interventi.
«Ma oltre alle squadre di Jerago mancavano anche tutte le rappresentanze della “Zona 3” che comprende 20-25 gruppi di paesi che operano sulla dorsale dell’Olona – spiega Doriano Vangelista, responsabile dei volontari di Jerago con Orago e uno dei coordinatori della stessa Zona 3 – . Non voglio fare polemiche, anche dal momento che l’esercitazione era organizzata dalla Regione, dalla Sea, dai Vigili del Fuoco e dalla Croce Rossa Italiana. Certo ritengo che un maggior coinvolgimento dei volontari locali costituisca una garanzia di riuscita di tutte le operazioni di protezione civile sul territorio. E’ vero che le squadre comunali non hanno competenze specifiche nella gestione di emergenze della portata di quelle inscenate qualche giorno fa, ma proprio per questo mi auguro che in futuro la Regione Lombardia coinvolga anche i gruppi di protezione civile della zona vicino all’aeroporto, che sono disponibili a dare una mano».

Secondo Vangelista solo qualche gruppo di protezione civile comunale era presente alla simulazione.
L’esercitazione ha funzionato sotto il profilo organizzativo, secondo il bollettino diramato dalla Regione il girono dopo il finto crash. Elicotteri che vedono di notte, tecnologie sofisticate ed équipes mediche che scendono dal cielo. Una preparazione idonea a fronteggiare una calamità o una catastrofe, insomma, che però, a detta degli addetti ai lavori, non è stata accessibile a tutti.

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Pubblicato il 08 Novembre 2004
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