Ancora disagi per la posta in Valcuvia
Il sindaco Ballardin: «Verificheremo la possibilità di porre in atto misure cautelative di recupero di eventuali danni economici»
Lettere lumaca ancora in agguato per i cittadini della provincia. Questra volta tocca alla Valcuvia, non nuova del resto a questo tipo di problemi che l’anno scorso toccarono diversi comuni, da Azzio, fino al Luinese.
E proprio da Brenta viene il nuovo allarme, la nuova segnalazione del disservizio.
«Ad oggi i bollettini per il pagamento della tassa sui rifiuti solidi urbani, che scadevano il 30 dicembre 2004 non sono ancora stati consegnati e giacciono, ahimè in attesa di una distribuzione, negli uffici postali di Brenta – spiega il sindaco Gianpietro Ballardin, consigliere provinciale che nel 2003 sottopose la questione anche a Villa Recalcati. Già nei primi mesi dell’anno scorso segnalammo il caso generale dei disservizi alla Direzione Provinciale delle Poste e alla Provincia di Varese sollecitando un’attenzione al problema anche attraverso gli organi di informazione, ad oggi si constata con nostro rammarico, che alle promesse di miglioramento dei servizi non è stata data soluzione».
Ad oggi, però, nuove segnalazioni dei Cittadini indicano un acuirsi delle disfunzioni sul funzionamento delle poste, sia nel sistema di distribuzione domiciliare, che nella rispondenza dei servizi di sportello.
«Ricordiamo che questi servizi – ricorda Ballardin – , seppur supportati da nuovi sistemi informatici, si rilevano oggi inadeguati in quanto vincolati da lente e farraginose procedure e da insufficiente personale in grado di rispondere, specie nei periodi di pagamento delle pensioni alle esigenze qualitative di un servizio, che deve necessariamente essere migliorato nei suoi tempi di attuazione per rispondere alle richieste degli utenti, ad oggi costretti a lunghe attese, anche di ore, per il disbrigo di normali pratiche e al rischio del pagamento di more per la ritardata consegna della bollettazione».
In attesa di una soluzione lo stesso sindaco si dice pronto a verificare «la possibilità di porre in atto misure cautelative di recupero di eventuali danni economici, che a seguito della mancata consegna della posta possano ricadere sui cittadini».
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