Il giorno dei pendolari: 200 studenti in piazza

«Siamo tra i migliori clienti di Trenitalia, ci devono ascoltare». A due giorni dall'entrata in vigore del nuovo orario, presidio alla stazione

Competenti, agguerriti, lucidi e organizzati: così erano oggi i circa 200 studenti pendolari che hanno manifestato davanti alle Ferrovie dello Stato, un numero sorprendente di protestanti, tutti giovani e giovanissimi, per niente “canonici” nell’aspetto né nella abitudine a protestare.
Studenti delle superiori che hanno dimostrato una precisa esperienza dei disservizi di Trenitalia, e ci tengono a comunicarli: «Io abito a Porto Ceresio e studio all’Itis di Gazzada – spiega Claudia, 19 anni –  Per noi è stato sempre un tormento, ma adesso siamo al paradosso: qualche anno fa siamo riusciti a far fermare a Gazzada il treno diretto delle 13,27 che arriva alle 13,37 a Varese. Lì, alle 13,40 partiva il treno per Porto Ceresio. Con il cambio degli orari questo 13,27 non ferma più da noi, siamo costretti a prenderne uno che arriva a Varese alle 13.40. Perdiamo la coincidenza, e possiamo  prenderne solo alle 14,34. Col risultato che noi a casa ora arriveremo alle tre del pomeriggio».

Dalla Valceresio non sono pochi a partire, alla volta delle scuole della provincia: nella maggior parte dei casi costretti a prendere coincidenze inesistenti. Ma non va meglio per chi studia a Varese:  «Io studio al sociopedagogico di Varese  – spiega Marika, 17 anni, di Cavaria. – Il cambio degli orari ci ha penalizzato molto. Il nostro preside ha provato a mandare una lettera per segnalare la questione; non ha nemmeno ricevuto risposta. Noi abbiamo chiesto ai bigliettai una fotocopia che contenesse gli orari cambiati, ci hanno risposto di rivolgersi al sito. Una cosa inammissibile: noi studenti siamo  tra i principali clienti di Trenitalia. Solo al socio pedagogico arrivano in treno circa 80 ragazzi. All’Itis di Busto ne arrivano almeno 100».

La questione degli orari è percepita infatti come più grave proprio perché non è supportata da alcun servizio, una gestione minima del cliente che aiuti il già doloroso passaggio: una segnalazione, da parte dei ragazzi non scontata ma sacrosanta. «L’impressione che abbiamo è di disturbarli con le nostre richieste di spiegazioni: quando chiediamo un’informazione ci rispondono regolarmente male – si lamenta Chiara, 15 anni di Albizzate, studentessa al liceo Classico di Varese – un trattamento ingiusto perché in fondo i cambiamenti li hanno fatti loro, i disservizi inevitabili, E intanto, in due anni che compro l’abbonamento, ho già subìto due aumenti»

«E non parliamo delle macchinette per fare i biglietti, che in molte piccole stazioni hanno sostituito completamente la biglietteria – rintuzza Costanza, 17 anni, di Castronno, studentessa all’Enaip di Varese, a proposito dei servizi, mancanti,  di Trenitalia – spesso non funzionano, è un disservizio terribile. Stamattina a Castronno non funzionava, ho chiesto agli addetti alla stazione di farmi il biglietto perché non prendessi la multa, mi hanno risposto che non era affar loro».

Accanto ai ragazzi c’erano Federconsumatori, Cgil Trasporti e i rappresentanti nei consigli Comunale e Regionale dei DS, Fabrizio Mirabelli e Daniele Marantelli: quest’ultimo ha ricordato come nel piano regionale di trasporti non compaia nemmeno più la tratta Varese-Porto Ceresio. Un disagio in più rispetto al cambiamento degli orari, che la dice lunga su quanto questa parte della tratta regionale sia considerata, da Trenitalia e dalle Istituzioni un vero e proprio “Binario morto”. Scelte che contribuiscono a rendere Varese una città di frontiera, che perde sempre di più il legame con il resto della Lombardia e dell’economia che conta, come ha messo in evidenza anche il contemporaneo presidio dei lavoratori della Cit, grande società del settore turistico con sede a Varese, che naviga ormai in cattivissime acque.

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Pubblicato il 09 Dicembre 2004
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