Oltre 21 milioni di euro per la “gamba malata della città”
La Regione ha approvato la richiesta di Comune e Aler per l’intera riqualificazione del quartiere Matteotti. Coinvolte 250 famiglie
La Regione ha detto sì e finanzierà per ben 21 milioni di euro la rinascita del quartiere Matteotti, una zona della città costituita soprattutto da abitazioni di carattere economico e dove prevale la presenza di edilizia pubblica. In totale vi vivono oggi oltre 250 nuclei familiari per un totale di 700 persone.
L’innovativo progetto edilizio e di ristrutturazione urbanistica è stato realizzato nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Aler, ma soprattutto con i cittadini, con i quali sono stati effettuati numerosi incontri all’inizio dell’anno. L’idea, anche piuttosto ambiziosa, che comprendeva la creazione di oltre 120 nuovi appartamenti “popolari” a canone agevolato, era soprattutto quella di ottenere un finanziamento da parte della Regione Lombardia. Ma quello che molti speravano è divenuto realtà e l’assessore regionale alle opere pubbliche Cesare Borghini ha recentemente comunicato al sindaco di Saronno, Pierluigi Gilli, la decisione deliberata dalla Giunta regionale.
«Adesso abbiamo la macchina e siamo sicuri di portare a termine quanto previsto – spiega soddisfatto l’assessore comunale alla programmazione del territorio Paolo Riva -. Certo non potremo vedere iniziare il cantiere nel giro di due giorni, ci vuole pazienza. Ma la macchina è sicuramente avviata. Adesso andremo avanti con la realizzazione dei progetti esecutivi, poi inizieremo subito con la costruzione del primo edificio di 70 appartamenti. Questi serviranno come rotazione per le famiglie di altri tre edifici che dovranno essere ristrutturati. Saranno lavori che andranno avanti almeno cinque anni. Intanto, il primo passo sarà sicuramente la firma dell’accordo che avverrà a gennaio, subito dopo le feste».
Il quartiere Matteotti, nel passato, veniva spesso definito dai residenti "la gamba malata della città". Il quartiere è sorto alla fine degli anni 30 ed era, allora, un progetto molto avanzato interrotto però dal conflitto mondiale. Successivamente, le costruzioni selvagge hanno trasformato disordinatamente la zona pur mantenendo, fortunatamente, una struttura iniziale che oggi ha consentito di realizzare il progetto pilota approvato dalla Regione per il finanziamento.
Progetto che prevede, oltre alla riqualificazione edilizia, anche la realizzazione di due nuove strade e di un pozzo per l’acqua pulita non potabile. Prevista anche la realizzazione di una nuova piazza e l’ampliamento del centro di aggregazione giovanile, mentre il centro sociale sarà abbattuto e ricostruito.
Sono solo alcuni degli spunti del grande progetto che comunque sarà illustrato ai cittadini dall’amministrazione comunale e presto pubblicato sul sito del Comune.
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