Ottanta ricercatori al servizio della medicina, dell’ambiente e del territorio

Quinta giornata del Dipartimento di Biologia strutturale e funzionale

Il "DBSF" è una realtà scientifica in piena espansione all’interno dell’Università dell’Insubria: con circa 80 ricercatori attivi, costituisce un punto di riferimento riconosciuto anche a livello internazionale per le attività di ricerca nel campo della biologia cellulare e molecolare, dell’inquinamento ambientale e delle neuroscienze.

«L’ampiezza e la diversificazione dei temi di ricerca contraddistingue la nostra struttura sin dalla sua istituzione – afferma il professor Antonio Peres, direttore del Dipartimento. Sottolineo però la profonda unità che deriva dall’affiatamento tra docenti, ricercatori, personale e studenti, e da un riconosciuto "fil rouge" che lega tutte le nostre attività: la centralità della ricerca di base. La ricerca fondamentale è indispensabile per il progresso scientifico. Sebbene i suoi risultati non siano in genere utilizzabili immediatamente, essi costituiscono sempre la prima tappa di scoperte rilevanti anche sotto il profilo applicativo".

La biologia è il settore di studio principale all’interno del DBSF. In particolare, vi è ampio spazio per le ricerche di biologia cellulare e molecolare. L’applicazione di un’ampia gamma di metodologie di indagine a cellule e molecole di origine animale o vegetale consente di definire proprietà e processi di grande importanza per la comprensione dei meccanismi alla base di diverse malattie, per individuare le modalità di funzionamento di sostanze da utilizzare come farmaci, per ricostruire l’età e le caratteristiche di specie animali anche estinte, o comprendere l’importanza della biodiversità nel mondo vegetale.

«Le ricadute applicative di questo tipo di studi possono essere molto rilevanti. Oggi assistiamo, ad esempio, al trasferimento di alcune metodologie, precedentemente utilizzate esclusivamente nei laboratori universitari, alle fasi di screening di nuovi farmaci a livello industriale. A questo proposito, nei mesi scorsi il DBSF ha ospitato nei suoi laboratori ricercatori di un’azienda innovativa nel campo delle biotecnologie farmaceutiche – la Newron – per la messa a punto di una nuova apparecchiatura robotizzata. Questa installazione, la prima di questo tipo in Italia, consente l’applicazione di tecniche elettrofisiologiche, sinora confinate in laboratorio, alla ricerca industriale di nuovi farmaci per patologie neurologiche».

«Ricordo anche gli studi in campo ambientale – continua Peres – I nostri gruppi di ricerca elaborano modelli di previsione a livello molecolare, e riguardanti la diffusione ambientale delle sostanze inquinanti. Il DBSF ad esempio ha preso parte a uno studio sull’inquinamento da DDT nel Lago Maggiore, ed ha partecipato ad importanti progetti europei nel settore della predizione delle relazioni struttura-attività di molecole inquinanti.

Afferisce al Dipartimento anche il Centro di ricerca in Neuroscienze dell’Ateneo, con sede a Busto Arsizio, una realtà che raccoglie più di venti docenti delle Facoltà di Scienze di Varese e di Medicina e Chirurgia. Il Centro collabora con altre Istituzioni scientifiche e laboratori pubblici e privati, sviluppando linee di ricerca di grande attualità. L’attenzione è rivolta in particolare ai processi e ai meccanismi cellulari che stanno alla base della malattia di Parkinson, della trasmissione di segnali attraverso le sinapsi tra cellule nervose, delle risposte ai trattamenti farmacologici, nonché delle tossicodipendenze. Presso i laboratori del DBSF dislocati a Busto Arsizio la ricerca si sviluppa però anche secondo altre linee, riguardanti in particolare l’oncologia molecolare, la farmacologia antineoplastica (i farmaci antitumorali) e i meccanismi molecolari alla base della sindrome di Rett.

«L’elevata qualità del Centro alimenta le speranze di successo di alcuni progetti importanti sui quali stiamo lavorando – afferma Peres. Vorremmo infatti creare a Busto Arsizio un "Centro servizi" mettendo a disposizione di soggetti esterni la nostra strumentazione avanzata e le nostre competenze, ed accogliendo inoltre attività scientifiche esterne tese a favorire l’interazione Università-Imprese e Università-Territorio».

«Ricordo infine – conclude il professor Peres – che siamo scesi in campo anche in favore del reinserimento di ricercatori italiani di alto livello attualmente impegnati all’estero, il cosiddetto ‘rientro dei cervelli’, azione fortemente auspicata a livello nazionale. Siamo stati infatti promotori di un progetto che speriamo possa consentire ad un ricercatore italiano di tornare nel nostro Paese partecipando, grazie al co-finanziamento del Ministero, alle attività didattiche e di ricerca presso il nostro Dipartimento».

Nella giornata di giovedì 15 dicembre, i progetti e le prospettive scientifiche del DBSF verranno ampiamente illustrate. L’appuntamento è presso l’Aula Magna di Via Dunant 3 a partire dalle ore 9.00.

L’ingresso è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

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Pubblicato il 15 Dicembre 2004
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