Prima del monoblocco c’è il Pronto Soccorso
Se Roberto Formigoni, presidente della Giunta regionale, al termine della visita al cantiere del nuovo monoblocco dell’ospedale fosse passato dal Pronto Soccorso e avesse ascoltato pazienti, parenti, medici e infermieri, avrebbe constatato che in cima alle priorità della sanità varesina svetta non certamente la nuova struttura, ma questo fondamentale reparto dove ogni giorno si lotta in condizioni difficili a causa di inadeguatezze francamente inaccettabili. Come a dire che sono passati anni, ma al Pronto Soccorso non è ancora dato di offrire il servizio di qualità che medici, infermieri e la stessa azienda ospedaliera vorrebbero.
Il reparto per le sue finalità dovrebbe avere tutto, anzi il meglio di tutto, invece spesso si trova a pane e acqua come gli altri. Di questi tempi la carestia sanitaria è micidiale: manca il personale, ma non sono favole che a volte al Pronto Soccorso non si trovino le barelle sulle quali adagiare persone sofferenti appena sbarcate dalle autoambulanze.
A Roberto Formigoni sarebbe bastata un’occhiata per capire che il suo impegno personale per garantire nel 2006 ai varesini un ospedale modernissimo viene corroso ogni giorno da una realtà che colpisce duramente la gente che ha bisogno di cure urgenti. Ci erano state segnalate le difficoltà di questo reparto e siamo andati a controllare. Consigliamo una visita quotidiana e a qualsiasi ora ai vertici ospedalieri: dopo saranno d’accordo che di questo passo si rischia di arrivare all’ inaugurazione del nuovo monoblocco con un reparto di fatto sfiancato; e non sarà il luccichio del nuovo a risolvere i problemi.
E’ bello e importante il monoblocco, ma se ha la precedenza assoluta su tutto l’esistente del vecchio “Circolo “ allora si rischia il collasso.
Guardare al monoblocco come al rimedio delle attuali deficienze è come aver cominciato dal tetto la nuova costruzione. Le sue vere fondamenta sono infatti le vecchie strutture e le persone che le fanno marciare a prezzo di grandi sacrifici.
Non si vivrà mai bene il futuro se non ci sarà stata la giusta attenzione per il presente.
E’ tempo di un’economia di guerra? Può essere in parte accettata se si danno prospettive di successo, se si è comandanti credibili.
In ogni modo non possono essere tradite le aspettative dei cittadini abituati a guardare con fiducia all’ospedale. La qualità del servizio non può decadere a favore del monoblocco. Che è obiettivo di progresso per tutti e non monumento di regime.
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