Prove di campagna elettorale a Luino
Tarroni (Ds) replica alla candidatura di Mentasti ma non fa nomi sul candidato del centro-sinistra
«La ricandidatura di Mentasti stupisce un po’ tutti. Ha deluso la cittadinanza e le forze della sua stessa maggioranza, basti pensare alla spaccatura vissuta tra An e il resto della maggioranza poco più di un anno fa».
A parlare con toni da campagna elettorale è il neo-segretario luinese dei Ds Alberto Tarroni. Anche il centro-sinistra, dunque, affila le armi in vista della doppia competizione elettorale (regionali e amministrative) della prossima primavera.
Il nome del candidato dell’attuale opposizione, però, non c’è ancora ma qualche anticipazione si: «Stiamo lavorando per costruire un’alternativa credibile e da mesi cerchiamo nella società civile per allargare la nostra proposta con buoni risultati nel senso che persone da sempre lontane dalla politica si stanno avvicinando ad esse in maniera costruttiva». Dunque balena l’ipotesi di un candidato che venga dalla società civile luinese e non l’espressione di un partito? «Ieri sera abbiamo avuto un incontro importante ma non posso dire altro».
Tarroni, invece, preferisce attaccare la lista delle opere compiute da questa maggioranza e attacca la mancanza di trasparenza su alcuni punti chiave come l’ultima variante al piano regolatore approvata nell’ultima seduta del consiglio comunale di qualche giorno fa: «L’opposizione ha lamentato più volte la mancanza di trasparenza e la seria volontà di dibattere fino in fondo i punti importanti – continua l’esponente diessino – e sulla variante al piano regolatore sono venuti meno i presupposti del dibattito, ovvero la possibilità di visionare nel dettaglio le istanze dei cittadini e i criteri di scelta con le quali sono state tenute in considerazione alcune al posto di altre».
Attacchi anche all’utilizzo dei fondi europei dell’obiettivo 2, faticosamente ottenuti dalla precedente amministrazione di centro-sinistra: «E’ stata persa l’unica vera occasione di sviluppo che poteva risollevare le sorti del luinese – conclude Tarroni – dato che solo il 40% dei progetti proposti è stato finanziato, è mancata una regia organica sul territorio finalizzata a portare turismo e industrie». La campagna elettorale a Luino è già iniziata.
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