Soffocò la madre malata: assolta

Con un cuscino uccise l'anziana madre malata di Alzheimer. Per il giudice era incapace di intendere solo durante il delitto

Uccise l’anziana madre malata di Alzheimer ma è stata assolta ed è tornata in libertà. Una sentenza che farà discutere quella che riguarda Ida Lardini la donna che nel novembre di due anni fa soffocò l’anziana madre con un cuscino a Travedona Monate. Per quel delitto è stata dichiarata completamente incapace di intendere e di volere ma soltanto nel preciso momento in cui ha tenuto premuto il cuscino sul volto della donna.
Ida è già da tempo fuori dal carcere, non subirà alcun processo né misure alternative di sorveglianza; anzi ha lasciato Travedona Monate e ora potrà rifarsi una vita. Il provvedimento porta la firma del gup di Varese Giuseppe Trombino che ha preso questa decisione dopo aver ordinato ed esaminato la perizia psichiatrica.
Quello che accadde il 16 novembre 2002 è stata ricostruito fin dalle prime ore dopo il delitto. Ida Lardini viveva con la madre e la sorella Giancarla. Le due donne avevano perso il lavoro come operaie e l’unico denaro su cui potevano contare era quello derivante dalla pensione della madre, 82 anni, da dieci affetta dal morbo di Alzheimer e da quattro immobile su una sedia a rotelle. Le due sorelle erano costrette ad assistere l’anziana madre 24 ore al giorno e in questo modo non potevano neppure cercarsi un’altra occupazione. Questa probabilmente la molla che ha fatto scattare il raptus omicida. Quella mattina di novembre, mentre Giancarla si trovava fuori, Ida faceva il bagno alla madre quindi l’ha fatta sdraiare sul letto e ha tenuto un cuscino premuto sul suo volto fino a quando la donna non è morta. Poi si è seduta accanto al letto e ha aspettato il rientro della sorella alla quale ha confessato subito il delitto. Lo stesso ha fatto più tardi con i carabinieri: «Non sopportavao più di vederla soffrire», ha sempre ripetuto.
Ida venne rinchiusa a San Vittore dove una psicologa la seguì e ne valutò il comportamento. E’ stata anche la sua testimonianza a convincere il gup: Ida non è pericolosa, né aggressiva, impossibile che possa ripetere ciò che ha fatto. Ecco perché il giudice ha deciso di cancellare ogni accusa. Tornata in libertà oggi Ida Lardini conduce una vita normale, completamente scagionata, in un altro paese, lontano da Travedona. Un paese dove cercare di far dimenticare la sua storia.

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Pubblicato il 21 Dicembre 2004
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