Il mediatore linguistico entra nell’aula di giustizia

Il corso inizia questa sera nella sede dell’Agenzia formativa della Provincia. Tra i docenti magistrati e avvocati

In una provincia che conta circa quarantamila immigrati, la presenza di interpreti e mediatori linguistici  è ormai una necessità. Il problema è particolarmente sentito nelle aule di giustizia, dove è necessario far comprendere procedure, meccanismi, atti e implicazioni a persone che, oltre a non conoscere perfettamente la lingua italiana, non conoscono il nostro sistema giudiziario. Fino ad oggi i giudici ci avevano messo una pezza, facendosi aiutare nella traduzione da cittadini stranieri con buona padronanza della lingua italiana, ma con scarsa conoscenza dei termini tecnici. 

E così, anche su segnalazione di alcuni magistrati varesini, è arrivata la risposta.  Questa sera alle 19,30, nella sede dell’Agenzia formativa della Provincia, inizia un corso destinato a formare queste figure professionali.  Il bando richiedeva figure per quattro lingue madri: spagnolo, arabo, albanese e rumeno. Alle selezioni hanno risposto in molti, tanti russi e perfino un ragazzo di lingua urdu. «Per molti di noi – dice Karina Gasco, una delle partecipanti al corso – rappresenta una vera opportunità di lavoro. Bisogna capire se poi ci saranno le risorse finanziarie necessarie per attivare queste figure nei tribunali».

Il progetto ha forti elementi innovativi e si avvarrà della collaborazione di alcuni magistrati e avvocati di Varese e Busto Arsizio, tra cui il pubblico ministero Anna Giorgetti, il giudice Giuseppe Battarino, l’avvocato Cristina Faravelli, che hanno partecipato all’iniziativa sin dalle fasi di progettazione.

I partecipanti al corso avranno il supporto di un mediatore culturale e di un tutor potranno apprendere le linee generali che caratterizzano il nostro ordinamento giudiziario, il procedimento penale, il processo penale e civile, la legge Bossi-Fini, relativa agli stranieri. Previsto anche un laboratorio di traduzione e un momento di produzione di documenti e glossario. Uno degli obiettivi del corso è infatti quello di stimolare la partecipazione attiva dei corsisti tramite la produzione di una serie di documenti che saranno poi resi disponibili alle competenti autorità presenti sul territorio provinciale perché possano utilizzarlo e testarlo, per verificarne, dopo un certo tempo, la validità e l’utilità.

I corsisti avranno a disposizione 30 ore di formazione. Il corso durerà fino al 14 aprile, alla fine i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza.

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Pubblicato il 20 Gennaio 2005
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