Il posteggio chiude troppo presto, problemi di parcheggio per chi va a teatro
L'autosilo di piazza Repubblica chiude alle 21. Il responsabile: «Alla sera con le auto parcheggiate non copriamo le spese»
Niente posto auto al coperto per i frequentatori del Teatro Apollonio. Da questa sera gli spettatori che assisteranno alle rappresentazioni nella struttura di Piazza Repubblica non avranno più a disposizione il parcheggio nel vicino silo.
La novità ha suscitato alcune perplessità, ma il responsabile dell’autosilo, geometra Luigi Salvadori, ha illustrato la situazione e lo ha fatto con parole dure nei confronti della gestione del Teatro.
«I motivi della chiusura alle 21 sono molto semplici. La nostra società ha monitorato con continuità gli afflussi di automobili nelle diverse ore del giorno: nelle ore serali parcheggiano nel silo all’incirca 60 auto in media, un numero che comprende sia quelle degli spettatori del teatro, sia quelle degli avventori di altri locali. La cifra è irrisoria a fronte delle 2.200 vetture parcheggiate durante il giorno: alla sera non arriviamo a coprire le spese. Inoltre ci sono altre due aspetti da considerare. Anzitutto dobbiamo fare i conti di continuo con gli atti di vandalismo che gravano sul bilancio per migliaia di Euro ogni anno, usati per riparare ascensori, estintori e quant’altro. Inoltre alla sera non siamo concorrenziali con i parcheggi all’aperto che sono gratuiti».
Salvadori precisa che la decisione di chiudere il silo non riguarderà le serate “speciali”: «Quando ci sono grossi eventi in calendario rimaniamo comunque aperti; per il falò di Sant’Antonio ad esempio, pur senza riempire il parcheggio, abbiamo ospitato circa 500 automobili. Quello che invece ci dispiace è che il rapporto con la direzione del Teatro in pratica non esiste. Mi spiego: con la precedente gestione l’autosilo aveva accordi che prevedevano procedure di pagamento a forfait, oppure convenzioni in occasioni di determinati spettacoli. Una strada percorsa più volte, con ottimi risultati fin dall’inizio dell’attività del teatro. Con l’attuale direzione invece di rapporti non ce ne sono: da parte nostra abbiamo già espresso la volontà di sviluppare accordi, ma in cambio abbiamo ricevuto al massimo una telefonata».
Salvadori rincara ulteriormente la dose: «Il teatro non ci comunica neppure gli spostamenti e le variazioni degli spettacoli in cartellone. È successo in più di un’occasione che alcuni spettatori abbiano parcheggiato l’auto, pagato preventivamente la tariffa (una modalità che evita code in uscita) e, una volta giunti all’ingresso del teatro, abbiano scoperto che gli spettacoli erano stati cancellati. E i nostri dipendenti si sono pure dovuti sorbire le proteste. La cosa va un po’ meglio per quanto riguarda la stagione organizzata dal Comune che almeno ci comunica le variazioni».
Anche Palazzo Estense però non è esente da critiche che giungono per bocca dell’architetto Alberto Bertani, consigliere delegato dell’autosilo. «Penso che la nostra società in questi sette anni di esercizio abbia effettuato un buon servizio per la comunità varesina. Il parcheggio è sempre rimasto aperto dalle 7 del mattino all’una di notte ed ha sempre avuto posti liberi ad una tariffa bassa. I nostri prezzi sono infatti inferiori a quelli del “gratta e sosta”. Nonostante ciò però riscontriamo un certo ostracismo nei nostri confronti: anzitutto il silo è scarsamente segnalato, inoltre capita che venga chiusa via Manzoni e di conseguenza impedito l’accesso da una delle due rampe del parcheggio. Insomma, mi pare che ci siano tanto piccole decisioni tese a penalizzare il servizio che offriamo. Mi auguro che la nostra importanza per gli utenti e per i commercianti venga compresa appieno e che da qualche incomprensione nasca finalmente una collaborazione più fruttuosa tra autosilo, comune e teatro. Varese ne guadagnerebbe di sicuro».
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