Pagella liberalizzata: avanti in ordine sparso
Viaggio nel mondo della scuola per capire pregi e difetti dell'ultima decisione del Ministro Moratti che lascia piena autonomia sulle schede di valutazione
Chi se la stampa in casa, chi la compra già fatta, chi ricorre al Comune. L’arte di arrangiarsi è ormai di casa nella scuola italiana. La circolare ministeriale del 3 dicembre scorso sulle schede di valutazione forse non ha creato un terremoto, ma qualche "disagio" sì.
Che quest’anno il Miur avrebbe chiuso i cordoni della borsa era ormai noto ma il riconoscimento della piena autonomia ha complicato un po’ i lavori. Confronti tra dirigenti, vaglio di modelli differenti, discussioni tra docenti: il varo della propria scheda valutativa ha richiesto un impegno enorme. Così, alla fine, le scuole si sono divise: tra quelle che hanno mantenuto il "vecchio" modello, chi ha optato per la "versione Spaggiari" indicata dal Miur e chi ha osato spingersi oltre.
La principale preoccupazione davanti a tanta libertà è la perdita di un modello univoco di valutazione che potrebbe portare squilibri agli studenti che migrano da un istituto all’altro: «Io ho incontrato i colleghi dei circoli didattici varesini e dell’immediato hinterland – spiega Roberto Fassi, a capo del Circolo sei di Varese – sia per tagliare i costi del tipografo sia per individuare un modello simile per limitare i problemi ai bambini che si trasferiscono».
Così alla Morandi i bambini riceveranno una scheda che riprenderà a grandi linee il modello "Spaggiari" con qualche variante: «Tutta questa libertà poteva essere incanalata seguendo la filosofia del portfolio, di cui il Miur potrebbe dare direttive più precise».
Il modello Spaggiari sembra essere il più gettonato: « Nonostante ce lo attendessimo – spiega Giuseppe Capobianco il dirigente dell’istituto comprensivo Bossi a Busto Arsizio – la circolare è uscita a ridosso delle vacanze natalizie dando indicazioni su cui si doveva riflettere approfonditamente. Così abbiamo scelto di comperare le schede indicate dal Ministero senza l’allegato sui criteri degli indicatori, su cui lavoreremo e che inseriremo nel Portfolio. Spero che tanta autonomia avvenga nel rispetto delle esigenze degli studenti che possono trasferirsi anche lontano e hanno il diritto di avere un documento leggibile qui come in Sicilia o in Emilia».
Meno preoccuopata è Anna Giannello, dirigente del circolo I Militi di Saronno: «Attendevamo quella circolare. Noi abbiamo deciso di acquistare il modello Spaggiari per le classi delle elementari mentre per le medie inferiori apporteremo qualche variante. Sono sicura che questa autonomia non apporterà confusione perchè è intuitivo che le voci essenziali di giudizio rimarrano invariate».
Un lungo lavoro di confronto è avvenuto a Gallarate tra i dirigenti dei tre plessi: «Abbiamo ragionato insieme, poi abbiamo deciso di apportare qualche ritocco al modello del Miur – spiega Giuseppe Giarratana del terzo circolo – Gli altri due plessi hanno fatto stampare le schede dal Comune, noi ci siamo "arrangiati" all’interno ma ricorreremo all’amministrazione per la stampa di una scheda delle abilità, predisposto dal corpo docente che sta facendo un lavoro egregio per sintetizzare gli obiettivi e i parametri di valutazione di ogni disciplina».
Sulla spesa che la scuola è chiamata a sostenere i pareri sono discordanti: il costo di una pagella varia tra lo 0,20 e lo 0,25 euro. La preside di Saronno minimizza, ma tra i suoi colleghi prevale la sensazione che sulla scuola è caduta un’altra tegola: «C’è in limite anche all’autonomia – commenta Fassi di Varese – a volte sembra voler dire: arrangiatevi»
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