Qualità dell’aria: «La soluzione è tornare a camminare»

Riscaldamento, traffico e Polo Chimico i problemi segnalati da Arpa. Polizia Locale e centralino notturno dell’Arpa i numeri a cui rivolgersi

Castellanza fa parte dell’area critica del Sempione, la sua qualità dell’aria non può quindi essere fra le migliori. Nessuno si aspettava una risposta diversa dall’incontro di ieri sera al Ce.S.I.L. (Centro Servizi per l’Impresa e il Lavoro) con la dottoressa Emma Porro dirigente dell’Unità Operativa e Attività Integrate del Dipartimento di Varese dell’Arpa, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.

«L’ incontro con un esperto dell’Arpa – ha spiegato l’Assessore all’Ecologia Giovanni Sottocornola – mi è stato chiesto dai cittadini che siedono al tavolo di Agenda 21 (attiva a Castellanza dal 2004, si riunisce ogni lunedì sera in Comune). Ho voluto estenderlo a tutta la cittadinanza perché per combattere l’inquinamento è necessaria la partecipazione di tutti».

Lo scopo principale della serata era infatti quello di aprire una discussione con gli abitanti di una città che, come altre nella zona, oltre ai soliti problemi ha una sua fonte “personale” di inquinamento, il Polo Chimico.

«E’ necessario fare chiarezza sull’attività dell’agenzia – ha inizialmente spiegato la dott. Porro –. Arpa, nata nel 1993 con un certo ritardo rispetto alle altre regioni, monitora le  emissioni di inquinanti atmosferici, acustici e radioattivi. Ha una sede centrale Milano che coordina i vari distretti provinciali. Potremmo definirla come un organismo tecnico al servizio di enti: molti lavori sono su richiesta di Comuni, Provincia e Regione che ci contattano in seguito a esposti dei cittadini».

Dopo una breve spiegazione sui fattori inquinanti che l’agenzia monitora dalle centraline di Busto Arsizio, Gallarate , Saronno e Varese, la discussione si è indirizzata verso il vero problema attuale, le polveri sottili, il PM10

Classica quindi la prima domanda di un pubblico non numeroso, ma sicuramente partecipe: peggio il riscaldamento o il traffico? Poco rassicurante la risposta: riscaldamento, prodotti chimici come i detergenti e mancanza di vento e pioggia rendono irrespirabile l’aria nelle case. Auto, industrie e l’effetto “sacca” senza ricambio d’aria della Pianura Padana fanno lo stesso con quella esterna. Se Varese sembra essere fra le migliori in Lombardia, va male la zona del Sempione che sfora quasi sempre il limite di attenzione annuale di 40 microgrammi per metro cubo (in una zona a norma, una centralina non deve superare questo livello più di 35 volte all’anno. Giornalmente invece la soglia di attenzione e di allarme sono rispettivamente di 50 e 90 microgrammi per metro cubo). Il massimo è stato raggiunto nell’estate del  2003 dalla centralina di Busto-Accam: a inceneritore era spento, il valore era superiore a 300.

«Non si può dire con certezza quale sia la causa più influente – ha continuato la dottoressa -. Diciamo che il traffico lo è al 70 per cento. C’è confusione intorno a questo problema. I motori Diesel e i mezzi pubblici, spesso vecchi, sono quelli che inquinano di più, ma il loro numero è minimo rispetto al totale di macchine che circolano. La soluzione sarebbe tornare a spostarsi a piedi.

Fa ridere dirlo, ma anche la fortuna non è dalla nostra parte. Spesso, quando è previsto un blocco del traffico, il giorno prima piove o si alza il vento. Il livello del PM10 scende e il blocco viene annullato. Ultimamente, nel tentativo di sensibilizzare la gente, c’è più severità nel programmare gli stop alle macchine».

Non solo il traffico preoccupa però i castellanzesi. Chi vive infatti vicino al Polo Chimico (ex Montedison, ora Agrolins e Perstorp) compreso fra Castellanza e Olgiate, da tre anni lamenta la presenza di un forte odore di ammoniaca durante la notte e al mattino presto.

«Con le industrie, il problema è che dovrebbero  essere loro i primi a controllare  le proprie emissioni di sostanze. Noi interveniamo su richiesta e anche quando riscontriamo delle anomalie, i tempi burocratici che seguono sono lunghi. Fortunatamente le industrie dal 2006 dovranno ottenere  una nuova autorizzazione integrata ambientale, da rinnovare ogni cinque anni».

E’ già previsto per oggi un incontro fra l’Arpa e l’Amministrazione di Olgiate per posizionare due rilevatori di ammoniaca, i cosiddetti “nasi”, «ma non so se potrà rilevarsi una soluzione soddisfacente».

Poco soddisfatti sono sicuramente i cittadini: anche altre ditte, come la tintoria Blueff, creano disagi, e spesso per questi problemi non si sa a chi è rivolgersi.

«Di giorno è sufficiente chiamare la Polizia Locale, per la notte e i giorni festivi Arpa ha un centralino di pronta reperibilità (0332/277111). Ci sono sempre tre persone reperibili su tutta la provincia. La raccomandazione è di non chiamare inutilmente: un problema di rumore non rappresenta un’emergenza, per una fuoriuscita di odori da un’industria chimica, interveniamo subito».

 

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Pubblicato il 28 Gennaio 2005
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