Rifondazione: «Agire contro il pericolo amianto»

I consiglieri comunisti richiamano l'amministrazione al rispetto delle norme nazionali e regionali che impongono l'identificazione e la bonifica dei siti a rischio

Identificare e bonificare i siti a rischio per la presenza di amianto, come la legge regionale richiede. A denunciare il pericolo amianto e a chiedere un’azione tempestiva e globale per affrontarlo ed eradicarlo è Rifondazione Comunista, tramite i consiglieri comunali di Busto Arsizio Antonello Corrado e Angelo Lofano.

L’amianto, si sa, è uno dei grandi rischi per la salute nelle città moderne. Usato estensivamente in svariati ambiti industriali ed edilizi, ancora per decenni dopo che ne era stata evidenziata la letale pericolosità, persiste in strutture abbandonate ed edifici, rilasciando sottilissime fibre che vanno ad insediarsi nei polmoni aumentando di molto i rischi di tumori dell’apparato respiratorio (tipica è la correlazione amianto-mesotelioma pleurico, ndr).

Solo a partire dal 1992 la legislazione nazionale ha definitivamente riconosciuto la pericolosità di questa sostanza, responsabile di un numero mai calcolato di morti per malattia professionale – o, peggio ancora, solo per aver abitato nel posto sbagliato. La risoluzione presentata da Corrado e Lofano cita la legge regionale 17/2003, che prevede tra le altre disposizioni l’istituzione da parte di ogni Comune di un catasto dei siti da bonificare. Oltretutto la norma approvata dal Pirellone prevede anche contributi a fondo perduto per lo smaltimento di modeste quantità di amianto (quelle che più spesso si rinvengono durante ristrutturazioni edilizie e bonifiche di zone industriali dismesse o in discariche abusive, ndr). Occorre però, in ordine all’ottenimento dei fondi, che gli enti locali si dotino di un piano d’intervento; la legge stabilisce altresì che pubblico e privati sono tenuti a denunciare alla Asl la presenza di amianto ovunque rinvenuto.

Pertanto Rifondazione Comunista invita il Sindaco Luigi Rosa e la sua amministrazione a «coinvolgere tutti i soggetti istituzionali e non (es. associazioni, organizzazioni sindacali ecc.) che hanno avuto modo di intervenire sul problema dell’amianto nei luoghi di vita e di lavoro» per programmare iniziative di informazione e sensibilizzazione su questo tema. Lo stesso coordinamento dovrà essere sfruttato per «monitorare lo stato di avanzamento degli interventi di censimento, bonifica, risanamento e smaltimento».

Infine i comunisti bustocchi chiedono che la Commissione consiliare Ambiente, Territorio e Fauna crei urgentemente al proprio interno un gruppo di lavoro sul tema dell’amianto.

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Pubblicato il 10 Gennaio 2005
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