Strage di Somma, si indaga sui soldi dell’omicida

La pistola usata da Serra è risultata rubata. Ma per gli inquirenti resta da svelare la provenienza dei 150 mila euro prestati alla sorella

Soldi. Sarebbe questo l’unico movente che ha portato Efisio Serra a compiere il triplice omicidio di Maddalena. Denaro che l’uomo avrebbe prestato alla famiglia della sorella Teresa, la prima a cadere sotto i colpi della calibro nove semiautomatica impugnata dal pregiudicato di origine sarda. Un delitto che Serra (nella foto scattata in occasione del suo primo arresto nel 1975) aveva architettato prima di recarsi al bar “Il fogadore”, gestito dalla famiglia di Ivano Ferrari, il marito di Teresa, scampato alla furia del cognato perché assente al momento della disgrazia.


«Il gesto è stato quasi certamente premeditato: Serra è andato al Ticino dopo essersi procurato una pistola ed ha portato con sé anche la tanica piena di benzina con cui ha dato fuoco a parte del locale» conferma il capitano dei carabinieri Enrico D’Amato, comandante della compagnia di Gallarate. Proprio il fumo sprigionato dall’incendio è stata la causa della morte di Isabella Ferrari, figlia di Teresa, intrappolata nel ripostiglio sul retro dove si era asserragliata per sfuggire alla furia dello zio. La dinamica dei fatti è ormai chiara agli inquirenti che hanno potuto basarsi sulla testimonianza dell’unico superstite, Davide Mara, che era nel locale per una pausa di lavoro in compagnia della terza vittima, Lorella Fabian in Tovo. Oltre a lui vi sono altri tre testimoni che hanno assistito da lontano alla scena e che hanno aiutato a ricostruire l’accaduto.


Quello che resta da chiarire è sia la provenienza dell’arma in possesso di Serra, sia l’effettiva esistenza di un debito consistente (si parla di 150mila euro) nei suoi confronti da parte della famiglia Ferrari. «La pistola è di provenienza furtiva – spiega il capitano D’Amato – ed è ora al vaglio del Racis di Parma che sta svolgendo gli accorgimenti tecnici necessari per stabilirne la storia. Per quanto riguarda il denaro di cui Serra chiedeva la restituzione, stiamo indagando: è strano che una persona rimasta a lungo in carcere possa disporre di tanti soldi “puliti”. Però dobbiamo stabilire se Serra abbia realmente concesso un prestito alla famiglia della sorella». Una famiglia che non aveva mai avuto in passato pendenze con la giustizia, così come senza macchia è stata la vita di Lorella Fabian, del tutto estranea alle vicende di Serra.

I carabinieri escludono anche che tra le cause della strage ci possano essere stati motivi sentimentali: qualcuno in paese ha parlato di rapporti particolari tra Serra e la nipote Isabella ma il capitano D’Amato rimane molto prudente: «Le testimonianze da noi raccolte parlano di un affetto marcato da parte di Serra nei confronti della nipote, ma niente che possa far pensare a relazioni più profonde. Un normale sentimento all’interno della famiglia». Di certo però, nel suo disegno criminale, l’omicida aveva incluso pure Isabella, che non ha avuto scampo nel retro del locale.

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Pubblicato il 22 Gennaio 2005
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