Bilancio sociale anche per le imprese artigiane? si può

Un progetto per verificarne la fattibilità è stato realizzato da Unioncamere

Un modello per rendere accessibile il bilancio sociale è stato presentato da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia nel corso del convegno "Progettazione e realizzazione dei bilanci etici nelle imprese artigiane lombarde: sperimentazione nei distretti industriali Brianza, Castel Goffredo e Vigevano" che si è tenuto oggi, 2 febbraio 2005, a Milano.

L’obiettivo del progetto di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia era quello di verificare sul campo se fosse possibile parlare di bilancio sociale per le imprese artigiane lombarde, una realtà che rappresenta gran parte delle circa 800.000 imprese della Lombardia. Le imprese artigiane della Lombardia mostrano comportamenti e pratiche che sono conformi o quantomeno non in contrasto con le linee guida della responsabilità sociale. E’ perciò opportuno che questo modo "virtuoso" di fare azienda sia reso esplicito con la redazione del bilancio sociale: un metodo per accrescere la legittimazione dell’impresa nei confronti di quei soggetti privati (azionisti, dipendenti, clienti, fornitori, mondo finanziario) e pubblici (istituzioni, comunità locali, organizzazioni del lavoro) che interagiscono con lei.

Il progetto ha  analizzato le potenzialità dello strumento del bilancio sociale presso le imprese artigiane attraverso una sperimentazione che ha riguardato tre diversi territori lombardi: Brianza, Castel Goffredo e Vigevano. E’ stato messo a punto un modello apposito per le imprese di piccolissime dimensioni, adattando le linee guida esistenti a livello nazionale ed internazionale nate per rispondere alle esigenze delle grandi imprese. Il modello mantiene l’architettura tipica delle linee guida esistenti (identità dell’organizzazione, impatto economico, sociale ed ambientale), differenziandosi per una semplificazione strutturale (raggruppando, ove possibile, tematiche simili) e di linguaggio (specificando puntualmente i contenuti dei singoli indicatori. In buona sostanza, si è operato coerentemente con l’esigenza espressa da molti imprenditori artigiani, di avere uno strumento in linea con le peculiarità delle proprie imprese in termini di: risorse umane e finanziarie dedicabili, tempo da riservare a tale attività e competenze sul tema della rendicontazione sociale.  La sperimentazione, iniziata nel maggio 2002, presso il distretto di Castel Goffredo e proseguita da luglio 2002 a Vigevano e da settembre 2002 in Brianza, ha coinvolto imprese di diversi settori e di diverse dimensioni.

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Pubblicato il 02 Febbraio 2005
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