Buscemi, il “bello” e “l’estremista” fa il pieno
Sala Napoleonica strapiena di quadri di partito e simpatizzanti
Miglior modo di dare l’avvio alla sua terza campagna elettorale non ci poteva essere per Massimo Buscemi.
Almeno settecento persone accorse per ascoltare il “bello” degli azzurri o comunque per poter dire c’ero anche io. La sala napoleonica non è bastata a contenere tutti i partecipanti del primo incontro elettorale del candidato azzurro alle elezioni regionali del 3 e 4 aprile prossimo.
Un ritorno alle adunzanze oceaniche e alle campagne elettorali in grande stile. Può essere una semplice occasione o forse davvero è la ripresa di un modo di fare politica. Certo stasera la partecipazione era palpabile quanto il successo personale di Massimo Buscemi.
Buscemi si candidò per la prima volta nel 1995 con un discreto successo e la prima elezione al Pirellone. La legislatura successiva ha suggellato il peso e la forza del pupillo di Dell’Utri che lo volle nel partito dopo averlo visto crescere in Pubblitalia. Torna oggi alla carica forte di molti consensi nel suo partito e soprattutto carico dell’esperienza di Governo assunta nel maggio del 2003 in qualità di assessore alla sicurezza, alla polizia locale e alla protezione civile.
Di fronte al suo pubblico ha lasciato sfilare i big del partito incitati da Cesare Cadeo. E così uno dopo l’altro sono saliti sul palco a raccontare il loro rapporto con Massimo e a firmare il suo progetto per il governo della Lombardia, il senatore Antonio Tomassini, Giorgio de Wolf, il sindaco di Gallarate Mucci, Luca Marsico, Giorgio Merletti e tanti altri esponenti di Forza Italia. Ognuno a modo suo ha avuto parole di elogio per Massimo Buscemi, sempre sorridente e sicuro. Lui ha aspettato con calma e poi è a sua volta salito sul palco osannato dai suoi.
Una Forza Italia pimpante, viva, vivace e sicura. Se non fosse che in realtà sta ancora discutendo con energia tra le sue due maggiori componenti che si rifanno a Cl e alla realtà più laica del partito. In gioco ci sono le altre cinque candidature, ma soprattutto chi affiancherà Buscemi al Pirellone. E già, perché Buscemi è indubbiamente fuori da questi giochi. È il più forte e conta dell’appoggio dei pezzi da novanta in Forza Italia. Per lui l’incognita è solo quella di avere la conferma di un posto nella Giunta. La sua sarà una campagna per una più che scontata rielezione. Sarà interessante osservare il gioco delle preferenze e anche da queste dipenderà il futuro del sempre giovane di Gallarate.
La serata si è svolta con tranquillità, con un Buscemi incalzato da domande le cui risposte le conosceva molto bene, meglio di un alunno di fronte a un’interrogazione programmata. Questo, forse, l’unico difetto di una serata che Buscemi, l’estremista, “in materia di federalismo sono più leghista della Lega”, ha condotto con maestria e sicurezza. Il suo futuro dipende più dai suoi che non dalle opposizioni. Lui del resto, dei partiti della maggioranza resta quello che è stato più presente sul nostro territorio.
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