Caro Adamoli, niente incentivi ai poveri laureati frontalieri?

L'intervento di un ingegnere che da 5 anni lavora in una azienda a Lugano

Egr. Direttore,
ho letto l’intervista al consigliere Adamoli riguardante l’Ospedale e mi ha interessato l’ultima risposta.
Sono ingegnere e da 5 anni lavoro in una azienda a Lugano. Dopo pochi anni di esperienze lavorative in Italia, la decisione di lavorare all’estero è stata dettata dal fatto che o andavo a produrre il mio reddito altrove o "morivo di fame". Con l’introduzione dell’euro devo dire che i vantaggi in termini di stipendio si sono notevolmente assottigliati. Poiché a questo bisogna sommare il fatto che per arrivare qui la mattina mi alzo alle 5 e la sera torno a casa alle 19 visibilmente distrutta, invito caldamente il consigliere Adamoli a tenere in considerazione nelle sue riflessioni sulle "fasce di sconto" anche noi poveretti laureati frontalieri, che, vi assicuro, siamo veramente tanti…

Elena Maretti

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Pubblicato il 21 Febbraio 2005
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