Il centrosinistra è compatto, parola di Stefano Tosi

Alle Ville Ponti pasaggio di consegne di fronte a 500 persone tra il consigliere regionale diessino uscente, Daniele Marantelli, e il nuovo candidato

Alla fine il flessibile e comprensivo Ulivo l’ha spuntata sulla bella e monolitica quercia. Nella serata del lancio ufficiale del candidato diessino Stefano Tosi alle elezioni regionali, ha prevalso la convinzione che la vittoria contro il centrodestra passi necessariamente dal gioco di squadra, nessuno escluso.
Il fedele luogotenente Tosi, nella solenne cornice delle Ville Ponti, ha preso ufficialmente e con merito i galloni del generale Daniele Marantelli, che si rimette al servizio del partito, della coalizione e soprattutto dell’amico.
Quello in atto è un cambio nella continuità, anche se i due sono molto diversi e Marantelli lo ricorda volutamente: «Stefano ha un carattere riservato, ma si sa nessuno è perfetto tantomeno gli ingegneri».  

Il consigliere regionale uscente fa un discorso tirato, emotivo, tutto d’un fiato. Ricorda le tappe di una carriera e di un sodalizio con Tosi che ormai durano da vent’anni. Manda a casa il governo della Regione e il suo governatore paragonandolo ad «una ballerina del Bolshoi», richiama i numeri e soprattutto cio’ che il Governo del centrosinistra ha dato alla città e alla provincia, a partire dall’ospedale fino ad arrivare all’università. «Noi sfidiamo la destra sulle politiche della mobilità, a cominciare dalla regionalizzazione dell’autostrada A8 che frutta al signor Benetton 170 mila euro cash al giorno. Noi smascheriamo gli ululati di Calderoli che servono a camuffare interessi privati, perché la Lega ha votato la Cirami e altri provvedimenti che poco avevano a che fare con l’interesse pubblico».
Marantelli non rinuncia alle pagelle per il centro e la sinistra dello schieramento, ma  alla fine promuove a pieni voti sia Giuseppe Adamoli (Margherita) che Giovanni Martina (Rifondazione comunista) perché «hanno lavorato bene».
Non si vuole sentir parlare di nomenklatura perché «il partito giustifica la sua esistenza solo se è utile agli altri» e allora gli altri salgono sul palco a parlare: lavoratori atipici, sindacalisti, formatori e pensionati tra il brusio di una sala stracolma che aspetta di ascoltare il candidato. 

Quando tocca a Stefano Tosi, lo si capisce dal silenzio che scende nei corridoi della Villa Ponti. «Sarò sobrio come dice Daniele ma è difficile non emozionarsi di fronte  a questa platea». Decentramento amministrativo, sanità, infrastrutture, lavoro e formazione, sono argomenti che Tosi affronta  cifre alla mano. «L’attuale Governo della Regione all’inizio del suo mandato aveva promesso 62 miliardi di euro in infrastrutture. Ad oggi ne ha impegnati solo 600 milioni, cioè meno dell’un per cento. Nella nostra provincia c’è una densità abutativa tre volte superiore a quella italiana, 2 volte suepriore a quella lombarda, dieci volte di più di quella francese. Perciò ogni volta che si deve fare una infrastruttura occorre valutare bene l’impatto ambientale e sociale». L’esempio ce l’hanno in mente tutti e si chiama Malpensa2000. Tosi parla della solitudine, degli anziani e della precarietà dei giovani. «Ci sono nella provincia di Varese almeno 100 mila  pensionati che vivono con meno di 700 euro al mese e 36 mila giovani precari. La solitudine porta paura. Noi dobbiamo vincere questa sfida culturale».
Tutti però attendono la dichiarazione politica. Tosi gira il capo a sinistra, beve un sorso d’acqua che gli ha versato Manolo Marzaro e, dopo un ringraziamento a tutte le forze della coalizione e uno personale  ad Alessandro Alfieri, conclude: «Sarfatti è una figura nuova che riunisce e rappresenta tutta la coalizione di centrosinistra. A differenza del passato, chi ci è di fianco a sinistra è nostro alleato. A Varese il tavolo dell’ulivo è rotondo e non ha capitavola perché è una coalizione a più voci tutte sullo stesso piano. Se una regione deve  scommettere su un mondo aperto, allora noi siamo l’immagine della Lombardia perché noi siamo espressione di una cultura democratica che si rivolge all’Europa».

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Pubblicato il 16 Febbraio 2005
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