Innovare si può. A lezione da Skf Industrie
La diminuzione delle risorse dedicate alla ricerca genera un circolo vizioso
“Chi sa fa, chi non sa insegna”, dice un noto adagio del mondo aziendale. E’ una delle ironiche frecciatine che gli operativi aziendali rivolgono da sempre a formatori e docenti.
Forse di questi tempi, è anche una delle giustificazioni addotte per motivare un progressivo ma altrettanto significativo disinvestimento in formazione.
E’ vivo il dibattito sulla perdita di competitività ed innovazione industriale nel nostro paese. A dichiarazioni ministeriali improntate al pessimismo quasi catastrofista replica con orgoglio risentito il vicepresidente di Assindustria Verona, Antonio Bonazzi (cfr Sole24ore di sabato 18 febbraio). Nel frattempo leggiamo di altre proposte ministeriali sulla creazione di laboratori congiunti con interlocutori stranieri per garantire positive ricadute industriali.
La riduzione dei costi è fisiologica nei momenti di calo produttivo. Onorati nel ruolo di apripista sono sempre gli investimenti in formazione, tallonati da quelli in ricerca e innovazione. Ma è proprio la diminuzione delle risorse dedicate a tali attività che genera il circolo vizioso: meno investo meno sviluppo, meno sviluppo meno sono competitivo….chiudete voi il cerchio.
Nella cosiddetta “era della conoscenza”, sembra un paradosso ma uno dei problemi è la continuità e l’innovazione delle competenze .
E’ più che mai critico attivare la formazione come vantaggio competitivo e anello forte della catena del valore aziendale. Le competenze invecchiano, servono modelli “ricchi” per rigenerarsi nei momenti di crisi. Non è facile esprimere capacità di innovazione radicale anche quando il risultato di breve termine preme e orienta verso pochi cambiamenti e solo incrementali.
Dal nostro modesto osservatorio e notiamo tuttavia qualche spiraglio di luce.
Qualche giorno fa Skf Industrie (produttrice di cuscinetti a sfera) ha vinto la prima edizione del premio Umberto Agnelli per l’eccellenza nella formazione aziendale. Un segnale forte dal mondo dell’industria relativamente al valore aggiunto che l’investimento in sviluppo delle competenze offre. Il primo febbraio Assolombarda ha ospitato un convegno sulle strategie della formazione per gli anni 2000. Rappresentanti di business schools, università, e organizzazioni hanno messo a fattor comune esperienze ed esigenze.
Una triangolazione cruciale per il rilancio si un sistema-paese, che se ben giocata può seriamente fare la differenza.
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