Io sto coi partigiani
Non c’è pace per i martiri delle foibe. Appena il tempo per i loro discendenti, per i profughi giuliano dalmati di veder celebrata la giornata della memoria e che cosa succede? Che le forze politiche schieratesi in prima fila a ogni celebrazione di quanto avvenne in Istria 60 anni fa (“Sono morti solo per il fatto di essere italiani!”) il giorno dopo vanno in parlamento e promuovono una legge in base alla quale i repubblichini di Salò saranno equiparati a truppe combattenti. Sullo stesso piano di truppe regolari e partigiani. Ora, chi fossero questi militari che dipendevano in tutto e per tutto dalle Ss, lo racconta lo storico Giovanni De Luna: “Quello che stupisce è la crudeltà con la quale infierivano sui partigiani o civili che uccidevano…A Castelletto Ticino il 10 novembre ’44 sei partigiani furono prelevati da un reparto della X Mas…la popolazione del luogo fu obbligata ad assistere alla fucilazione…le salme furono lasciate esposte per tutta la giornata e la notte seguente”. Questo per dire quanto gliene freghi degli italiani.
NON SIAMO MICA GLI AMERICANI –
“Hi, I’m Toni Jennings, nice to see you!”: con queste parole, accompagnate da un sorrisone e da un’energica stretta di mano si è presentata ai cronisti la vice governatrice della Florida, invitata a Gallarate dall’Unione Industriali. E’ una signora che lavora fianco a fianco col fratello di George Bush, con il quale governa il quarto stato, per importanza, degli Usa, mica una pro loco. A Gallarate mrs.Jennings era accompagnata da un dirigente dell’ente di sviluppo economico della Florida (qualcosa di simile alla nostra Camera di Commercio) e da un’interprete. Stop. Per l’Italia un comportamento del genere sarebbe tacciato di straccionismo. Due mesi fa, quando Formigoni venne a Varese (40 km di viaggio) si spostò con un corteo di quattro auto, con stuolo di segretari, attacchè de presse, troupe televisiva personale e cortigiani sparsi. E che dire delle allegre comitive che di quando in quando da Varese muovono verso San Pietroburgo?
ARMIAMOCI E PARTITE –
Se passate da via Como, a Varese, date un’occhiata al manifesto elettorale affisso quasi all’angolo con via Cavour. Il qui presente se l’è rimirato due o tre volte prima di convincersi che non fosse una burla. E’ un poster dei giovani di Forza Italia di Varese che recita così: “Grazie, Berlusconi per aver abolito la leva obbligatoria. Più libertà per i giovani”. Non siamo un paese meraviglioso? Lo schieramento che per mesi ha inneggiato all’idea di patria, alla necessità di correre in armi in Irak per esportare la democrazia e contro il mollaccionismo pacifista ora fa un gaudioso “coming out” perché Berlusconi gli ha risparmiato un anno di corvè cucina, turni in polveriera e marce lontano dalla mamma. E poi: la Costituzione Italiana (senza offesa per nessuno) fissa tra doveri per il cittadino, rispettare le leggi, pagare le tasse e difendere i confini della patria. Sui primi due non è che quelli di Forza Italia siano i primi della classe, il terzo ora è bell’e sistemato.
TENIAMOCI IN CONTATTO –
Per finire, un po’ di perfidia a sinistra. Rispuntano dal nulla i Girotondi di Varese, che invitano a Varese Pancho Pardi a discutere sul tema: “I movimenti fanno più male alla sinistra o alla destra?”. Bel quesito. E non c’è serata migliore per parlarne di quella in cui, in contemporanea, i Ds hanno deciso di presentare a Villa Ponti il loro candidato alle regionali Stefano Tosi…
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