Moschea, Lega contro tutti in Consiglio comunale

Maggioranza in frantumi sulla questione della moschea, rigettata dagli stessi colleghi di schieramento una mozione presentata dal consigliere Borgo

Il Consiglio comunale di Gallarate che si è svolto ieri sera, 1 febbraio, ha avuto una conclusione animata, che ha messo in luce una profonda spaccatura tra la Lega Nord e le altre forze politiche gallaratesi, incluse quelle di maggioranza. Ad inasprire il dibattito, fino a quel momento tranquillo, è stata la mozione presentata dal capogruppo leghista Roberto Borgo, relativa alla diffusione della cultura islamica.

Nel testo letto in aula dal consigliere del Carroccio si esprimeva viva preoccupazione per l’avanzata dell’Islam in Europa, in considerazione delle tendenze violente dell’islamismo radicale e della presunta volontà degli immigrati musulmani di «conquistare l’Occidente con il ventre delle donne» (ossia tramite l’incremento demografico). Inoltre si contestava l’indottrinamento all’Islam radicale che gli imam diffonderebbero da ogni moschea, fanatizzando anche i bambini degli immigrati nati qui.
In base a queste considerazioni, la Lega chiedeva di non favorire la creazione di una moschea in Gallarate, e soprattutto, d’ora in poi, di sottoporre a referendum popolare la nascita di qualsiasi struttura religiosa in ogni quartiere cittadino, il tutto per «favorire un’integrazione pacifica degli immigrati».

A questo punto è intervenuto il capogruppo Udc Quintino Magarò, che, strappando gli applausi dell’opposizione, ha definito «inaccettabili» le considerazioni espresse da Borgo. «La Lega fa la guerra agli immigrati» ha tuonato Magarò. «Richiedere poi che ogni edificio religioso venga sottoposto a referendum viola la Costituzione italiana. E se la Lega ha le prove che gli imam predicano il terrorismo, le porti alla magistratura!». La comunità musulmana (di cui erano presenti in aula due esponenti, ndr) ha diritto ad un luogo di culto, secondo Magarò. Detto ciò, il consigliere dell’Udc ha posto una pregiudiziale alla prosecuzione del dibattito sulla mozione leghista, chiedendo di rimuoverla. Borgo, ha subito ribattuto che la mozione leghista andava intesa come una provocazione, ed ha rincarato: «La legge qui non è uguale per tutti. Com’è che i musulmani occupano uno stabile non a norma e non li si sgombera? E i nomadi? Come si può permettere che dei residenti vivano nella sporcizia infischiandosene delle leggi?». Borgo ha quindi modificato la mozione nel senso di renderla solo consultiva anziché vincolante, ma ormai la frittata era fatta, e il sasso lanciato dalla Lega aveva suscitato un vespaio e diviso la stessa maggioranza.

Benchè la mozione fosse stata modificata, si è deciso di andare al voto sulla pregiudiziale presentata da Magarò. Roberto Bosco, capogruppo di Forza Italia, ha definito «illegittimo» il documento leghista nell’annunciare voto contrario ad esso per il proprio partito; per la Margherita il capogruppo Gianfranco Selvagio ha detto: «È una cosa vergognosa. Siamo in un Paese civile, come gallaratese mi vergogno di essere accostato a certa gente». A questa fase “rovente” di dibattito sono seguiti dieci minuti di interruzione per una riunione tra i capigruppo, cui sono seguite le dichiarazioni di voto sulla “pregiudiziale Magarò”. Il solo Claudio Bartoli (Vivi Gallarate) si è espresso contro di essa e a favore della discussione e del voto della mozione leghista, mentre Massimo Barberi (Rifondazione Comunista) ha parlato di «uno dei momenti più bassi della storia di questo Consiglio». Borgo, dal canto suo, ha lamentato di essere stato insultato pesantemente e ha accusato i colleghi consiglieri di essere «struzzi» intestarditi a non vedere un problema che,  esiste. «Stasera la Lega ha subito un sopruso» ha concluso Borgo. Il Sindaco Nicola Mucci ha espresso voto favorevole alla pregiudiziale, che è stata quindi approvata a maggioranza schiacciante, con la sola opposizione della Lega e di Vivi Gallarate. Resta da chiedersi se quanto visto ieri sera in Consiglio comunale resterà privo di conseguenze per la solidità della maggioranza.

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Pubblicato il 02 Febbraio 2005
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