Radici cristiane, la maggioranza non fa centro per due voti
Assenti giustificati ma determinanti Farioli e Reguzzoni, il centrodestra non riesce ad ottenere la maggioranza qualificata dei due terzi per modificare lo Statuto comunale
Quando due assenze fanno la differenza. Nel Consiglio comunale di ieri sera a Busto Arsizio, in gran parte occupato dalla discussione sull’Accademia dello Sport, anche il tema delle radici cristiane da inserire nello Statuto comunale, già più volte rinviato, ha avuto ampio spazio. Ad ogni modo la discussione ha lasciato il tempo che trovava, dal momento che alla maggioranza… mancava la maggioranza, in questo caso dei due terzi dei consiglieri, necessaria per modificare lo Statuto del Comune. Erano infatti assenti – giustificati, non si sa se per improrogabili impegni in Regione o altrettanto improrogabile riposo da influenza, i consiglieri Gigi Farioli (Forza Italia) e Giampiero Reguzzoni (Lega Nord).
Le schermaglie iniziali della seduta hanno visto un affondo di Porfidio sul tema della sicurezza e la sua richiesta perentoria di chiudere via Roma, destinata da tempo a zona a traffico limitato ma mantenuta aperta al traffico per volontà dei commercianti locali. Terminata poi la lunga discussione sul golf, si è passati ad affrontare il tema delle radici cristiane.
Approfittando forse proprio dell’assenza del "laico" Farioli, che sembrava "nicchiare" sull’introduzione delle radici cristiane nello Statuto comunale, proposta dal Sindaco Rosa, la maggioranza ha proposto con un emendamento all’apposita delibera una nuova versione del contestato preambolo da inserire in apertura dello Statuto.
Il breve testo, che faceva riferimento alla cultura giudaico-cristiana come fondamento della democrazia e della libertà ed era sottoscritto da tutti i consiglieri presenti del centrodestra, di per sè avrebbe potuto essere tranquillamente approvato "a scatola chiusa" da tutti; ma l’opposizione, inclusa, a sorpresa, la Margherita, ha fatto muro, ritenendo la formulazione frutto di un "colpo di mano" e non di una meditata e matura discussione "bipartisan". In più, ad esacerbare gli animi ha contribuito il fatto che l’opposizione riteneva che il punto potesse considerarsi nuovamente rinviato, come emerso dalla conferenza dei capigruppo. «Un conto è ciò che decidono i capigruppo, ma se singoli consiglieri vogliono portare in discussione un certo tema, lo si discute» ha tagliato corto il presidente del Consiglio Speroni.
Così i consiglieri di Forza Italia Genoni, Cicero e Fontana hanno avuto il via libera per aprire la discussione sulla loro proposta di delibera. Dopo aver liquidato come «voci» i chiacchierati mal di pancia interni alla maggioranza sul tema, Genoni ha criticato l’Europa per aver rifiutato il preambolo sulle radici cristiane nella propria Costituzione. «Rischiamo un’Europa anemica, politicamente corretta, asettica e senza ideali. Ciò può generare mostri, come l’eutanasia per i bambini in Olanda. La nostra pietra angolare è la fede cristiana, e dobbiamo riconoscerlo: non si può negarlo "per non offendere gli altri", altrimenti resta solo il vuoto». Anche Salomi (UDC) ha sottolineato che il laico Benedetto Croce definiva il cristianesimo «la più grande rivoluzione della storia umana».
Per la Margherita, Valerio Mariani ha parlato chiaro: «La proposta è nata dalla Lega, il partito che che ha attaccato il Papa, gli immigrati, i meridionali. Questa maggioranza prima ha voluto mettere la tutela dell’embrione nello Statuto comunale, poi ha escluso le donne extracomunitarie dall’assistenza per le ragazze madri… Anche stasera Genoni, Cicero e Fontana ci hanno messo di fronte ad un fatto compiuto, mentre alcuni loro compagni di schieramento usano queste idee come una crocuta contro i "diversi": pertanto, con rincrescimento, non parteciperemo al voto». «E i quattro soldi lasciati alla Commissione Famiglia? Vergognatevi!» ha rincarato Corrado per Rifondazione Comunista. A questo punto anche Alberto Grandi, per i Progressisti, ha proferito una frase degna di un teologo: «I principi cristiani si devono vivere, non scrivere. La vostra proposta è inutile: non cambierà nulla nel modo di vivvere dei bustocchi. Vorrei ricordare che tra voi ci sono stati dei divorziati che volevano rispiegarmi cosa sono i valori della famiglia…»
Alla fine l’opposizione si è rifiutata in blocco di partecipare al voto, e la maggioranza, frustrata, pur votando a favore mancava dei due voti necessari a raggiungere il quorum dei due terzi dei consiglieri. Ora la modifica dovrà essere riproposta in due successive sedute del Consiglio per essere approvata in entrambe a maggioranza semplice, come prevede il regolamento.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Vestiti usati: anche a Varese il "fast fashion" manda in tilt la raccolta
GrandeFratello su Vestiti usati: anche a Varese il "fast fashion" manda in tilt la raccolta
ClaudioCerfoglia su Viale Aguggiari, il Demanio mette all’asta l’ex stazione del tram: un pezzo di storia varesina in cerca di futuro
pzellner su Tra i rifiuti nel lago di Varese riemergono anche decine di vecchi sci: superlavoro dei volontari alla Darsena di Cazzago
GrandeFratello su Un nuovo parcheggio a Sant'Ambrogio di Varese: è partito l'iter per uno spazio nell'ex campo da basket
UnoAcaso su Nel giorno dell'Unità d'Italia, Varese chiede la medaglia d'oro






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.