Riforma costituzionale, semaforo verde da parte del Comune
Bocciata una mozione di critica presentata dall’opposizione. Antonellis (Ds): «Democrazia a rischio»
Prima di dividersi sulla questione del diritto all’acqua, ieri sera il centrodestra ha respinto una mozione della minoranza che esprimeva la propria contrarietà alla riforma costituzionale approvata dal governo.
La mozione, illustrata dal diessino Antonellis, denunciava i pericoli insiti in questa riforma, dalla rottura dei principi di solidarietà in campo sanitario e scolastico alla deriva plebiscitaria. «La funzione legislativa del parlamento passa direttamente nelle mani dell’esecutivo, il Capo dello stato viene esautorato dai suoi compiti di vigilanza per rimanere una pura carica formale: una simile concentrazione di poteri è un rischio per la democrazia» accusa Antonellis. «Inoltre – prosegue l’esponente della Quercia – molti passaggi di questa riforma sono poco chiari, si rischiano conflitti di competenza tra le varie istituzioni, Stato e regioni, province e comuni». Timori condivisi da tutta l’opposizione, che invita il centrodestra a riscoprire lo “spirito del ‘48”, quando i padri fondatori seppero trovare un compromesso tra tutte le forze politiche e dar vita ad una Carta costituzionale in cui si riconosceva tutto il paese: «La Costituzione si modifica discutendo tutti in Parlamento, non rifugiandosi in cinque in montagna il mese d’agosto» attacca Molinari della Margherita.
Per il centrodestra è intervenuta la Lega, preoccupata soprattutto di difendere la devolution. «Il centrosinistra è stato il primo a modificare la Costituzione a colpi di maggioranza, e proprio sulla questione del federalismo, dunque non accettiamo lezioni» replica Marco Cerini, per poi aggiungere subito dopo: «Le autonomie sono un valore aggiunto dell’Italia, esaltarle può solo far bene a tutta la penisola». Un altro esponente del Carroccio, Sergio Terzaghi, si spinge addirittura oltre: «Nel momento in cui si va a costruire l’Europa unita gli stati nazionali, troppo grandi per affrontare i problemi locali e troppo piccoli per quelli globali, perderanno il loro ruolo a favore di nuovi regionalismi europei, indipendenti dagli attuali confini».
La mozione è stata dunque respinta per ventun voti a quattordici, ma ha incassato la significativa astensione del Presidente del Consiglio comunale, Sergio Ghiringhelli. «Da qualche anno a questa parte – ha motivato la sua posizione Ghiringhelli – vengono continuamente sottratti poteri alle amministrazioni comunali, si tratta di un trend preoccupante che con questa riforma viene ancora più esaltato».
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