«Soffocati dalle polveri sottili e il Comune fa i parcheggi in centro»
Angelo Zappoli, di Rifondazione Comunista, chiede che i dati sull'inquinamento siano resi pubblici e che l'assessore spieghi come intende muoversi per far fronte all'emergenza
Riceviamo e pubblichiamo
Lo scorso 24 gennaio, intervenendo in apertura del Consiglio Comunale, rammentavo i dati, tragici, legati all’inquinamento da PM 10 rilevati dal Centro Europeo Ambiente e Salute e chiedevo che la Commissione Ambiente del Consiglio lavorasse ad un progetto di città più vivibile. Chiedevo anche, perché questo lavoro avesse un esito positivo, che la Giunta fosse disponibile al confronto, anche accettando di mettere in discussione le scelte sinora fatte. Questo mio appello non ebbe risposta alcuna. I dati riferiti dalla stampa ci hanno confermato il superamento del livello del PM 10, senza che dalla Giunta venisse alcuna reazione o disponibilità ad aprire un confronto per il bene della città.
Al contrario abbiamo annunci di posteggi sotto i Giardini Estensi ed in via Dandolo, tanto per non penalizzare il traffico privato che si ostina a cercare un posto in centro, o sotto il Parco di Villa Augusta, per tagliare qualche altra radice al verde che ci rimane.
Al contrario abbiamo un costante attacco al trasporto pubblico e scarsissimi investimenti in direzione di una riqualificazione del parco dei mezzi pubblici verso veicoli a basso impatto ambientale, pur disponibili.
Non ci resta allora che interrogare in merito l’Assessore Nicoletti e chiedere la convocazione della Commissione, entrambe richieste depositate ieri, chiedere che i dati sull’inquinamento siano resi pubblici, chiedere quale é lo stato dei mezzi pubblici in circolazione e di quali combustibili sono alimentati, chiedere che il Piano dei Parcheggi e quello del Traffico siano portati in discussione, sperando che, ancora una volta non ci si affidi al vento ed alla pioggia, alla natura benigna che sana i guasti arrecati anche da chi ci amministra.
Stiamo trattando l’aria, la nostra aria come una grande discarica, come se noi, che siamo di passaggio su questa terra, ne fossimo i proprietari ed avessimo il diritto di distruggerla, come se non sapessimo che, se la temperatura del pianeta salisse di un altro grado centigrado, uno solo, l’effetto serra si incaricherebbe direttamente di farci fare i conti con la nostra mancanza di senso del limite.
Varese non è tutto il pianeta, ma anche a Varese dobbiamo assumerci le nostre responsabilità: perlomeno cerchiamo di essere “europei” anche quando essere tali significa rispettare dei limiti e porre rimedio per tempo al superamento delle soglie di sicurezza.
Non chiediamo risposte emergenziali, chiediamo prevenzione, educazione ambientale e scelte politiche coerenti, non pretendiamo che le nostre ricette siano le migliori, ma chiediamo a chi ci governa di rispettare un bene che rimane di tutti, non a disposizione di una maggioranza politica e dei suoi calcoli elettorali.
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