Tassa sulle insegne, il Comune smentisce tutto

Solo un problema di "interpretazione" della norma in casi sporadici, secondo l'assessore al Bilancio Luigi Chierichetti

Il Comune di Busto Arsizio, per bocca dell’assessore al Bilancio Luigi Chierichetti, «smentisce nel modo più categorico e assoluto» le dichiarazioni di Audio Porfidio e del suo movimento "La Voce della Città" circa gli abusi relativi alla tassa sulle insegne degli esercizi commerciali.

«Abbiamo sempre e scupolosamente rispettato il dettato della Finanziaria 2002, al punto che nel bilancio comunale si nota una netta riduzione degli introiti derivanti da tale tassa dopo il 2002» sostiene l’assessore. «Ciò che è accauto è che in casi sporadici e isolati vi è stata una "interpretazione" della normativa, relativamente al fatto se piccole insegne multiple e collegate debbano considerarsi un’insegna globale o meno – ad esempio, abbiamo considerato le vetrofanie quali insegne, applicando la tariffa secondo la legge».

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Pubblicato il 04 Febbraio 2005
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