Terra, pianeta violento
L’ opinione del GAT sulla catastrofe del secolo in Indonesia
Proseguono le conferenze del GAT, Gruppo Astronomico Tradatese dedicate alla disamina delle cause naturali dei grandi marremoti o tsunami. Dopo l’emozionante serata dello scorso 24 Gennaio, dedicata agli tsumani più devastanti, ossia quelli prodotti dall’impatto sulla Terra di grossi asteroidi, c’è davvero grande attesa per la conferenza di Lunedì 7 Febbraio, h21 al Cine Teatro P.GRASSI, questa volta dedicata al catastrofico marremoto del 26 Dicembre in Indonesia. Ospite del GAT sarà il Dott. Luigi Bignami, geologo e noto giornalista scientifico (sono normalmente suoi i migliori servizi e programmi su emittenti pubbliche e private) che parlerà sul tema: TERRA, PIANETA VIOLENTO.
D’accordo con i responsabili del GAT Bignami cercherà di spiegare al pubblico, previsto numerosissimo, tutto quanto i media NON hanno detto o hanno detto in maniera superficiale e imprecisa. Innanzi tutto le cause geologiche del grande terremoto del 9° grado della scala Richter (uno dei più violenti della storia) che ha dislocato per 1500 km la profonda fossa tettonica sottomarina al largo dell’isola di Sumatra, derivante dallo scontro tra la zolla indiana e quella australiana. Per quanto sembri incredibile, questo improvviso spostamento di crosta terrestre ha addirittura influito sull’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre! Soprattutto, però. Bignami spiegherà che un terremoto di simili proporzioni in questa zona della Terra era tutt’altro che imprevedibile.
La cosa è ben nota: nessuno può fermare materialmente i terremoti, ma ci si può comunque difendere NON costruendo troppo vicino alle zone di pericolo ( tipo le coste dell’Oceano indiano) oppure costruendo con criteri antisismici o anti-tsunami. La conferenza proseguirà quindi con una dettagliata spiegazione di come di forma uno tsumani e di come sia possibile prevederne l’arrivo: verranno utilizzate immagini e filmati molto drammatici, relativi non solo alla recente catastrofe indonesiana, ma anche ad altri marremoti diventati storicamente famosi per il loro potere distruttivo. Tra questi il marremoto del 1 Novembre 1755 a Lisbona (60.000 vittime), quello del 27 Agosto 1883 a Sumatra (esplosione del vulcano Krakatoa con 36.000 morti), quello del 15 Giugno 1896 in Giappone (27.000 mosti per colpa di un’onda alta 30 metri).
Pochi sanno inoltre che gli 80.0000 morti del terremoto di Messina del 28 Dicembre 1908 vennero provocati da un DOPPIO marremoto che colpì sia Reggio che Messina. Altri tsumani si sono verificati in tempi più recenti. Il 22 maggio 1960 un terremoto di magnitudine 8,6 al largo del Cile produsse un’onda anomala alta 25 metri che, nello spazio di 30 minuti, provocò 1500 morti sulle sponde (quasi deserte) del Cile e delle Hawaii. Il 23 Agosto 1976 uno tzunami di 25 metri uccise 8000 persone nelle Filippine ma NESSUNA alla Hawaii (dove l’ esperienza del 1960 aveva già attivato gli opportuni sistemi di allerta). Il 17 Luglio 1998: un terremoto di magnitudine 7,1 generò uno tsunami di 15 metri che uccise 2200 persone in Nuova Guinea. Si sono dunque sempre contate a migliaia le vittime dei grandi marremoti. Quello dello scorso 26 Dicembre 2004, si è però tragicamente distinto perché le vittime NON sono state migliaia, ma CENTINAIA di migliaia (300 mila secondo le ultime stime). Luigi Bignami, ne spiegherà chiaramente la ragione durante la conferenza di lunedì 7 Febbraio al GRASSI. E lo farà da scienziato abituato a ragionare sui fatti e sulle cause, dicendo anche quello che molti non hanno saputo o voluto dire…
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