Trasporto pubblico elettrico e “mobility manager” per sconfiggere le polveri
La proposta arriva da Arturo Bortoluzzi, presidente di Amici della Terra. «Le targhe alterne servono a lavare la coscienza di chi amministra»
Mezzi pubblici più efficaci, mobility manager, maggior consapevolezza da parte dei cittadini nell’uso delle proprie autovetture.
Lo smog è ancora alle stelle e l’ennesimo blocco del traffico imminente. Che fare? Una proposta per combattere l’inquinamento atmosferico anche a Varese viene dall’associazione Amici della Terra, e giunge proprio nel giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che aumenta le accise sulla benzina dello 0,05% e sul gasolio dello 0,1%, per sostituire i mezzi pubblici locali altamente inquinanti.
«A Varese, come è dimostrato dai bollettini dell’Arpa dell’ultimo mese – scrive Arturo Bortoluzzi, degli Amici della Terra – , in cui è piovuto molto di rado, si possono contare sulla punta delle dita delle mani i giorni in cui non sono stati superati i livelli di soglia previsti dalla legge in materia di presenza nell’aria degli inquinanti convenzionali». Qualora il tempo volgesse alla pioggia, se i livelli di pm10 dovessero quindi diminuire, il problema dell’inquinamento verrebbe posticipato all’anno prossimo, quando le prime caldaie ritorneranno a funzionare.
La proposta degli Amici della terra, oltre al “car pooling” e al “car sharing”, consiste nel dotare la città di un «mobility manager d’area e che si addivenga alla redazione di un piano dei trasporti sempre d’area, non tanto calato dall’alto ma che possa essere basato sull’indispensabile contributo dei sindaci dell’area varesina nonché di tutti coloro che gestiscono nell’area i servizi di trasporto pubblico». Inoltre, anche un osservatorio sulla mobilità d’area rientra fra le proposte da applicare al capoluogo.
«Non solo – concludono gli Amici della terra – , occorre cambiare i bus che sono quasi sempre a gasolio, metterli in grado di far concorrenza all’auto alzando la loro velocità media che è di 16 chilometri l’ora, imporre vere corsie preferenziali. Occorre anche investire sull’auto elettrica che, nella vicina Mendrisio, sta diventando una seria alternativa all’auto tradizionale. Insomma, va rovesciato il rapporto fra noi e l’auto, noi e la città. Il sindaco di Londra Ken Livingstone ha provato ad intervenire nel senso da noi auspicato, facendo pagare otto euro di ingresso alla zona centrale della sua città. Mancavano 14 mesi alle elezioni. I sondaggi dissero: sarà travolto. Poi il traffico è calato del 20%, i bus hanno preso a correre, con i soldi incassati hanno comprato nuovi mezzi. E lui è stato l’unico laburista a vincere».
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