Troppe domande, case popolari insufficienti
Il sindacato denuncia la mancanza di alloggi rispetto alle esigenze
Sono state 690 le domande presentate per ottenere una casa popolare, ma sono solo 100 le case che il Comune ha dichiararato di poter assegnare nel corso dell’anno. «Non facevamo quindi "allarmismo" – dicono Cgil, Cisl e Uil e Sunia Sicet – quando dicevamo che a Varese c’era necessita’ di costruire case popolari per dare risposta a un bisogno sociale che coinvolge categorie come gli anziani, i giovani e le giovani coppie, le famiglie monoreddito, le figure delle "nuove povertà", i senza casa, gli immigrati».
I 100 alloggi che il Comune di Varese afferma, dunque, di poter mettere a disposizione soddisferanno solo il 7-8 per cento delle richieste. I sindacati puntano il dito contro l’immobilismo che avrebbe regnato a Varese per almeno 15 anni di mancata programmazione sociale. «Nell’ultima campagna elettorale per le coimunali – afferma il sindacato – abbiamo incontrato i candidati sindaci e ci siamo dichiarati disponibili al dialogo con il Comune di Varese, a prescindere da chi avrebbe vinto le elezioni, chiedendo la costituzione di una commissione casa di carattere consultivo rispetto al Consiglio Comunale con il compito elaborare proposte e soluzioni al problema alloggiativo. Nulla di tutto cio’ ci e’ stato concesso: il sindaco Fumagalli e l’assessore Malnati hanno continuato a non coinvolgerci, a non consentirci di dare il nostro contributo di idee e proposte per tentare di risolvere il problema della casa. Per esempio abbiamo sempre chiesto il rilancio del regime locatizio dei canoni cosiddetti "concordati" previsti dalla legge 431 del 1998 per calmierare il problema del caro-affitti, in attesa di una nuova legislazione locativa richiesta al Governo dalle organizzazioni sindacali, attuando l’azzeramento della aliquota I.C.I. ai proprietari che utilizzano i contratti a canone "moderato" definiti dall’Accordo Territoriale tra le parti sociali sottoscritto a Varese nel luglio 2004. Ma se il dialogo non e’ neppure iniziato, le nostre insistenze hanno ottenuto un parziale risultato: dopo anni di latitanza il Comune di Varese, tramite l’Aler, ha ottenuto finanziamenti dal Programma Regionale per l’edilizia residenziale Pubblica (PRERP) che consentiranno di costruire a Varese 48 alloggi a canone sociale e 11 a canone moderato per quella fascia di cittadini che non puo’ accedere all’edilizia sociale e contemporaneamente ha difficolta’ economiche nel mercato libero dell’affitto».
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