Dazi e Piccole imprese: il dialogo continua

Incontro tra i rapresentanti della Lega Giorgetti e Sartori e l'Associazione Artigiani

L’incontro che si è tenuto pochi giorni fa a Gallarate tra Lega Nord – presenti Giancarlo Giorgetti e Marco Sartori – ed alcuni rappresentanti dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese ha riproposto la possibilità di introdurre i dazi a difesa dei prodotti italiani dalla concorrenza cinese. L’Associazione Artigiani ritiene che «adottare misure neoprotezionistiche significherebbe compiere un passo indietro nel mercato di libero scambio». Quindi, «sì agli incentivi e cautela sui dazi. Perché ciò a cui si deve puntare è la realizzazione di una politica attiva che sia in grado di governare la globalizzazione e che possa giocare a favore del modello imprenditoriale e sociale italiano».

Ma i dazi che promuovono Giorgetti e Sartori hanno come obiettivo quello di voler «difendere la produzione nel Nord Italia»: un obiettivo ben chiaro anche al’associazione, visto che i problemi si erano presentati già nei primi anni Novanta, quando la competitività delle imprese italiane iniziò a precipitare. «Da allora, secondo i dati della Banca d’Italia, stiamo perdendo 0,5 punti di competitività all’anno. E proprio ai Novanta risale la costituzione dell’ELBA, Ente fondato dall’Associazione Artigiani per rispondere alle esigenze delle microimprese e per sostenerne la competitività nei momenti congiunturali più difficili».

Competitività che l’Associazione Artigiani, dopo incontri e accordi con il Presidente della Provincia di Varese Marco Reguzzoni e con Roberto Formigoni, pensa sia logico sostenere seguendo una linea "difensiva" che faccia perno su alcune richieste mirate: innanzitutto l’immediato inserimento della clausola di salvaguardia, così come espresso all’art. 241 del Wto, che permette l’adozione di provvedimenti atti a limitare la crescita delle esportazioni cinesi "qualora la destabilizzazione del mercato rischi di impedire l’ordinato sviluppo del commercio". Poi vanno riformulati degli Studi di Settore, che impongono alle microimprese il pagamento delle imposte su fatturati presunti; l’inserimento dei costi sostenuti per la creazione di nuovi campionari nel campo Ricerca e Innovazione e la disponibilità di incentivi alle microimprese per lo studio e la realizzazione dei campioni; degli incentivi all’aggregazione di imprese. Importante è noltre permettere un più ampio accesso al credito da parte delle microimprese e difendere e valorizzare il "Made in Varese" ed il "Made in Italy". Infine, la proposta è anche di rafforzare i controlli all’aeroporto di Malpensa organizzando l’hub con laboratori che verifichino la tracciabilità dei prodotti in ingresso affinché rispettino alcuni vincoli normativi europei per tutelare produttori e consumatori.

«I dazi, così come le quote, non sono certo la soluzione al problema – afferma Enrichetto Ghezzo, capogruppo provinciale del settore tessile-abbigliamento-calzaturiero dell’Associazione Artigiani – ma la realtà è che la crisi si è ormai diffusa su larga scala, c’è e si sente. E’ difficile accettarla, ma l’introduzione della Cassa Integrazione Guadagni anche per le microimprese e le imprese artigiane con meno di 15 dipendenti della Provincia di Varese, è ormai indispensabile. Alcuni imprenditori sono stati in grado di raggiungere livelli di eccellenza nella produzione e nella qualità dei loro prodotti – e questo lo dice un sondaggio del Centrocot – ma ci sono limiti che non si possono superare: mancano gli strumenti adatti per sconfiggere la concorrenza sleale e poter crescere».

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Pubblicato il 29 Marzo 2005
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