L’antica Varese in 3D piace ai varesini
Successo di presenze per "Quell che me pias". Questa sera la chiusura con la cucina bosina a Ville Ponti
Varese 3d, la mostra di fotografia tridimensionale di Speri del Chiesa Jemoli e Cesare Prevosti, curata da Alberto Lavit e organizzata dall’associazione "Varesevive", nell’ambito della rassegna "Quell che me pias", ha riscosso un notevole successo di pubblico. Almeno 2200 persone in una settimana sono passate dal Salone Estense per assistere alla proiezione delle fotografie stereoscopiche dei due illustri varesini. Grazie agli occhialini speciali, forniti dagli organizzatori, era possibile vedere scorci tridimensionali di una Varese che non esiste più. Molte le scuole, almeno dodici, che hanno assistito alle proiezioni. Considerate le tante richieste, non si esclude che in futuro la mostra sia portata direttamente nelle scuole.
Presente all’inaugurazione anche la figlia di Speri Della Chiesa, Angelica, che ha ricordato l’eclettico padre e la sua arte. Natale Gorini ha introdotto alla conoscenza del dialetto bosino, mentre la professoressa Albertina Galli ha spiegato ai visitatori l’evoluzione dei luoghi riprodotti nelle diapositive. L’esperto Luigi Balbo, invece, ha svelato tutti i segreti della fotografia stereoscopica.
Per l’occasione sono stati pubblicati due libri (Edizioni Lativa): uno dedicato alla poesia di Speri, l’altro alla mostra fotografica (con tanto di occhialetti per la visione in 3 dimensioni). Una parte del ricavato dalla vendita sarà destinato al restauro della statua de "L’Italia liberata dalle catene", un tempo posizionata ai Giardini Estensi e oggi parcheggiata , in pessime condizioni, in qualche deposito.
La settimana ha visto protagonisti anche i candidati alle prossime elezioni regionali che hanno risposto al questito "Quell che me pias" di Varese.
La conclusione di questo viaggio nella varesinità si terrà a tavola: è prevista infatti per questa sera, 21 marzo, alle Ville Ponti (inizio ore 20) una cena dimostrativa, quasi un "numero zero" destinato a ripetersi poi ogni anno. Un simposio gastronomico abase di prodotti tipici varesini allestito con la collaborazione dei seguenti chef: Benito di Ghionno, ristorante Gestore, Venanzio Pedrinelli, ristorante da Venanzio, Ilario Vinciguerra, Antica trattoria di Monte Costone, Pierdamiano Simbula, ristorante Due Lanterne, Alfonso Scoglio, ristorante da Annetta, Gianni Raio, Paese dei Sapori
Ogni chef proporrà una delle sei portate che compongono il menù gastronomico basato sui prodotti locali. La serata sarà allietata da un’esibizione del gruppo folcloristico bosino e da una recita di alcune poesie in dialetto.
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