Roberto Brunazzo, la politica per passione
Il candidato dell'Udc in corsa senza gli altri elementi che compongono la Casa delle Libertà: «Costretti a questa decisione, affermeremo i nostri valori»
Affermare la dignità del partito, ribadire che contano le persone più di tutto il resto. Questi i punti salienti del pensiero di Roberto Brunazzo e dei vertici dell’Udc di Samarate, che alle amministrative del 3 e 4 aprile correranno da soli, svincolati dalla Casa delle Libertà. Brunazzo è un imprenditore cinquantenne, padre di due figli inseriti nell’azienda di famiglia. I suoi primi contatti con la politica sono stati all’interno della DC, dalla quale ha mutuato i valori che lo hanno spinto a candidarsi nelle file dell’Udc: «Voglio inaugurare un modo di fare politica nuovo, diverso dai politicanti di carriera – spiega Brunazzo -. Faccio politica per passione e per credo. Mi sono proposto come candidato sindaco a Samarate perché penso di poter fare bene puntando soprattutto sul contatto con le persone. Credo molto nel lavoro della famiglia e nella famiglia nel lavoro. Ho 25 dipendenti in azienda, ma l’attività è nata e resta a conduzione prettamente famigliare. Credo molto nel volontariato, nel quale sono impegnato da sempre. Ho varie idee in testa, tra le quali una giornata dedicata alle associazioni e inoltre la rinuncia, se eletto, agli emolumenti che spettano al sindaco, per girare la somma ai servizi sociali del Comune».
La lista che appoggia Roberto Brunazzo «è composita e qualificata – spiega il segretario cittadino dell’Udc Vitale Monti e capolista -. È nata dalla sezione di Samarate, creata da un gruppo prima ristretto e via via sempre maggiore di simpatizzanti e amici, che condividono i valori propri del centro cattolico, che si stanno perdendo negli ultimi tempi. Siamo un gruppo di uomini onesti, capeggiati dall’ex assessore Romani e dal consigliere Brogioli, che crede nel valore delle persone. Andiamo da soli perché altri ci hanno buttato fuori: non siamo scesi a compromessi che ci avrebbero svilito. Non abbiamo mai chiesto poltrone o posti, ma vogliamo ribadire la nostra dignità come persone e come partito, affermando le nostre prerogative. In un eventuale secondo turno valuteremo se appoggiare la CdL: nessun discorso può prescindere dalla lettera di dimissioni consegnata all’assessore Romani dal sindaco Venco e dal modo con cui siamo stati cacciati dalla coalizione. La nostra è stata una scelta obbligata, chi vorrà coinvolgerci in un progetto più ampio dovrà condividere il nostro programma ed i nostri valori, altrimenti consiglieremo a chi ci ha votato al primo turno di andare a pescare invece che alle urne. L’obiettivo per noi è migliorare il risultato delle scorse elezioni: se arriveremo al 3,01 per cento sarà una vittoria, se prendessimo il 5 per cento sarebbe un trionfo».
Per quanto riguarda il programma, Brunazzo punta su alcuni aspetti fondamentali: «Innanzitutto il sociale: i servizi vanno incentivati, il Comune deve farsi carico di chi è più debole, dando spazi e attenzione a coloro che possono meno. Penso anche agli anziani bloccati in casa per i quali il Comune non ha previsto alcun modo di votare, privandoli di un diritto costituzionale. Per quanto riguarda il territorio, Malpensa finora ha dato solo fenomeni indotti negativi. Bisogna invertire il trend, dare professionalità a chi entra nel mondo del lavoro con scuole ad hoc diversificate e non solo di un tipo come avviene adesso. Bisogna incidere sul territorio e non farsi cadere dall’alto le decisioni. Va incentivato l’artigianato, che sta scomparendo dalla città. Il Bilancio deve avere priorità sociale e ci deve essere grande attenzione per il sociale: serve un coordinamento pubblico per tutte le realtà del territorio. Il volontariato arricchisce chi lo fa e aiuta la comunità intera, l’amministratore non può non esserne coinvolto».
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