A Pasqua crollano le presenze sul Lago Maggiore

Albergatori e commercianti si appellano alla Provincia: «Ci devono aiutare, così non va»

Dati allarmanti giungono da Federalberghi e Ascom sulla Pasqua 2005 in provincia di Varese. Meno 40% di presenze negli alberghi e meno 60% di incassi per i commercianti. Ma a puntare il dito in modo deciso verso la responsabilità politica è Luca Dal Ben, primo tour operator a creare pacchetti turistici per l’Insubria, in occasione di una conferenza sul turismo tenutasi mercoledì pomeriggio all’Ascom di Luino:«Chi si occupa di turismo e marketing territoriale in Provincia deve avere il coraggio di farsi da parte perché ha delle responsabilità». Un calo così vistoso secondo Dal Ben non può essere addossato solo ai privati e alla mancanza di strutture ma a chi decide come vanno spesi i soldi per incentivare il turismo in provincia. «L’errore più vistoso è il Convention boureau creato dalla Provincia per attirare turismo congressuale come rampa di lancio per il turismo in generale – ha detto Dal Ben – è assurdo pensare che chi viene qui per i congressi poi ci torni da turista ma, semmai, il contrario». Dichiarazioni molto decise arrivano anche da Guido Brovelli, presidente di Federalberghi varesina, che punta il dito contro l’incapacità di vendere il prodotto «Varese, i suoi laghi e le sue valli» all’esterno della provincia:«Serve una politica di sovvenzioni a chi cerca di migliorare l’offerta – ha detto Brovelli – senza un aiuto del pubblico gli albergatori chiuderanno uno dopo l’altro; perché tutti conoscono il lago di garda e il lago di Como e il lago Maggiore non sanno neanche dov’è». Silvano Moroni, presidente del Consorzio turistico Varese e Provicia, parla di abbandono da parte delle istituzioni:«Aspettiamo una risposta dal settore pubblico – ha detto Moroni – vogliamo essere ascoltati e aiutati».

Secondo Ascom e Federalberghi manca, inoltre, una cultura dell’ospitalità e la capacità di andare a promuovere la zona nei bacini d’utenza come la Germania e l’Olanda. La crisi non è solo fisiologica, come si era propensi a credere fino all’anno scorso, ma aggravata da fattori quali la perdita di competitività sul mercato, la mancanza di una programmazione turistica e di una massiccia dose di marketing territoriale. Ora anche l’Ascom fa sentire la sua voce con Fiorenzo Minzolini che parla di una situazione preoccupante per il commercio:«Mai come quest’anno ho sentito tanti associati lamentarsi di perdite incredibili – ha detto Minzolini – che toccano il 60% in meno rispetto ai primi tre mesi del 2004, sono poche le attività che durano nel tempo». La reazione dell’assessore al marketing territoriale e al turismo della Provincia di Varese Giangiacomo Longoni risponde così agli stimoli che arrivano dagli operatori turistici:«Le politiche turistiche in generale non danno risultati immediati – replica Longoni a chi lo accusa di aver sbagliato indirizzo – almeno tre anni sono necessari per vederne i risultati».

La risposta arriva anche sul Convention boureau: «Il convention boureau è solo una parte della politrica turistica della Provincia e al momento stiamo elaborando un organismo come un’agenzia che coordini la promozione del turismo vacanziero. C’è un gap culturale che va riempito di decenni di sottovalutazione del potenziale turistico a disposizione».
Intanto Longoni annuncia un piano di finanziamenti regionale per il triennio2006-2008 da 1,7 milioni di euro per il lago Maggiore.  Un dato sopra tutti, però, deve far riflettere chi si occupa di turismo nel varesotto: negli ultimi trent’anni hanno chiuso ben 31 alberghi e ne sono nati solo 4. 

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Pubblicato il 15 Aprile 2005
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