Commercio equo e solidale, Rifondazione rilancia
I comunisti bustocchi annunciano nuove inziiative in tema e criticano le posizioni dell'amministrazione e dei colleghi dell'opposizione
Il comunicato a firma del capogruppo Antonio Corrado non risparmia frecciate anche la vicesindaco Gianfranco Bottini, «che, sinceramente e fuori dai denti come suo costume (che apprezziamo), ci ha definiti amanti della demagogia. Tradotto, noi di Rifondazione abbiamo inclinazioni favolistiche, siamo lontani dalla dura realtà che il Dio mercato ovviamente impone.
Quanta supponenza da questo nostro piccolo pulpito e quanta poca conoscenza dell’argomento nelle sue sfaccettature culturali e di valore!»
Ma ciò che al momento sembra maggiormente mettere in allarme Rifondazione è il fatto che sia la Margherita che i Progressisti per l’Ulivo non si siano mostrate molto più sollecite sull’argomento del commercio equo e solidale.
Per Corrado l’equo-solidale, incoraggiato autorevolmente dalle massime istanze politiche mondiali e nazionali, dall’ONU alla Camera dei deputati, è «una nuova risposta allo strapotere dei giganti economici mondiali, per cominciare concretamente a cambiare quelle cose che tutti considerano, a parole, esecrabili: la povertà, la sudditanza economica dei più deboli, la legge del più forte». «La libertà è parola davvero abusata» continua Corrado, «paravento per ogni giustificazione. Quella del mercato, poi, pura e contagiosa ossessione.
Basta essere liberi… Da che cosa? Di morire di fame, di non disporre acqua a sufficienza per sopravvivere in circa la metà del globo? Anche le galline in pollaio sono libere, come la volpe che ne fa strage».
«Ci eravamo sinceramente illusi di partecipare ad una discussione "alta", almeno su questo tema» lamenta Corrado a nome del partito. «Dobbiamo tuttavia registrare che il tema ha avuto solo deludenti risposte di tipo mercantile: "Il mercato decide, la concorrenza è sacrosanta, noi non possiamo privilegiare nessun operatore". Il rinvio a decisioni regionali o nazionali, incredibilmente proposto dal gruppo DS, se tecnicamente consente di mettersi l’anima in pace, rivela solo a nostro avviso, l’impreparazione ad affrontare un tema attualissimo e importante. Dire che nulla si può fare è la cosa più semplice, aggiungendo poi che ci dispiace, fa diventare la scelta anche "giusta". Come il lavarsi le mani di un celebre procuratore romano».
Di fronte ai magri risultati conseguiti, Rifondazione annuncia che cercherà di organizzare nel più breve tempo possibile un incontro pubblico sul commercio equo e sulle sue finalità socio-economiche, augurandosi che l’amministrazione comunale, (che pure ha accolto come raccomandazione parte delle proposte di Rifondazione) voglia prendervi parte «fattivamente».
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