Diga dell’Olona, chiusi i “rubinetti”: stop ai finanziamenti
Il Cipe cancella i due milioni di euro promessi e la Provincia insorge: «E' uno scandalo ma noi andiamo avanti lo stesso»
I giochi sembravano fatti. A settembre dello scorso anno le scavatrici si erano messe in moto e i lavori per la “famosa” diga di Gurone erano ufficialmente cominciati (nella foto il progetto). Oggi la “doccia fredda”, come la stessa Provincia di Varese l’ha definita: mancano 2 milioni di euro, soldi che il Cipe, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, aveva promesso e che ora dichiara di non essere più in grado di reperire.
E da Villa Recalcati si alza la protesta sdegnata degli amministratori.
«E’ uno scandalo senza precedenti – dichiara oggi il presidente della Provincia Marco Reguzzoni– Siniscalco toglie quello che avevamo ottenuto da Giorgetti e Tremonti. Qui ci sono impegni precisi assunti dal Ministero che vengono disattesi, qui c’è una Provincia che non viene neppure informata delle decisioni che vengono prese a livello centrale su questioni che riguardano il proprio territorio».
E proprio questa mattina Reguzzoni ha inviato una nota al presidente della Commissione Bilancio della Camera, Giancarlo Giorgetti per sollecitare un intervento.
«Siamo riusciti a sbloccare dalla pastoie burocratiche la costruzione di una diga che serve al territorio di due province, Varese e Milano: siamo riusciti – prosegue Reguzzoni – a farlo nonostante i quasi trent’anni di inattività che avevamo ereditato. Ora ci vengono a dire che le somme necessarie non si trovano più. E’ una pagliacciata».
A quanto pare non si tratta solo di impegni disattesi ma anche di una mancata comunicazione tra Enti. Nessuna decisione presa dal Cipe è stata mai ufficialmente messa agli atti e non solo: se non fosse stato per Villa Recalcati che ha chiesto conto dei soldi che non arrivavano mai, nessuno avrebbe saputo nulla.
Circostanza che l’assessore provinciale all’Ambiente Francesco Pintus giudica “intollerabile”.
«Trovo – scrive Pintus in una lettera indirizzata al direttore generale del dipartimento per le politiche dello sviluppo del ministero dell’Economia – che un Ente statale, una volta finanziato un progetto di evidenti utilità ed urgenza pubblica, non possa ritrarre la mano e non abbia neppure la cortesia di comunicare ufficialmente la situazione lasciando la Provincia in serie difficoltà».
Il problema a questo punto è molto “pratico”: che cosa accadrà dei lavori alla diga? Tutto si fermerà a tempo indeterminato? La Provincia rassicura: non sarà così. I due milioni che mancano all’appello servono per pagare i lavori in corso e nel caso in cui non si sbloccasse nulla la Provincia provvederà a rifinanziare la somma, attingendo da fondi propri.
«L’intervento ai Mulini di Gurone comunque proseguiranno – si legge nel comunicato diffuso da Villa Recalcati – così come vanno avanti gli adempimenti e le procedure per la realizzazione del secondo e del terzo lotto. Andiamo avanti contro tutti – conclude Reguzzoni – e mi auguro fortemente che qualche piena improvvisa dell’Olona non debba dimostrare la necessità urgente di queste opere».
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