Il 25 aprile “anticipato” dei giovani
A Busto Arsizio due manifestazioni per ricordare la Liberazione: ieri hanno sfilato i giovani del Comitato Spontane Antifascista, oggi la commemorazione ufficiale
È stato un "doppio" 25 aprile quello di Busto Arsizio. Infatti due sono state le commemorazioni organizzate in città. Da un lato quella ufficiale e tradizionale di questa mattina, affollatissima, presso la Sala convegni del Museo del Tessile (e prima ancora al Tempio Civico di Sant’Anna, e in corteo); dall’altra la manifestazione organizzata ieri dai ragazzi del Gruppo Spontaneo Antifascista.
Nel pomeriggio di domenica 24 aprile, nonostante il pessimo tempo, un centinaio di persone, non solo giovani ma anche rappresentanti di partiti, sindacati e associazioni, hanno risposto all’appello ed hanno sfilato sotto una pioggia gelida per le vie del centro, fra gli sguardi sorpresi dei passanti. Non è mancato chi ha abbassato le serrande al passaggio del corteo, peraltro assolutamente pacifico. Presso il Giardino Quadrato del Museo del Tessile è stato quindi il presidente provinciale dell’Anpi Angelo Chiesa (foto) a ringraziare dell’invito i ragazzi del Gruppo Spontaneo Antifascista: «Quando sono dei giovani ad invitarlo, un partigiano non può certo rifiutare». Di «manifestazione non settaria» ha parlato Chiesa, invitando tutti a seguire anche la commemorazione di lunedì mattina. «Il 25 aprile del 1945 il Clnai (Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia) volle l’insurrezione di popolo, perchè ogni cittadino prendesse le redini del proprio futuro e non fosse un suddito come voleva invece il fascismo». Quasi inveitabile la citazione da Piero Calamandrei: «Ai giovani dico che se vogliono sapere dove è nata la Costituzione italiana, visitino le montagne, le carceri, i lager dove sono morti i partigiani».
Dure le critiche di Chiesa alla politica attuale. «Oggi si vedono meschine politiche di parte. Si dice che durante la guerra tutti avevano ragioni e torti, che in fondo erano tutti uguali. E poi si vedono le svastiche negli stadi, simboli che indignano, come ci indigna la proposta di legge di An per equiparare partigiani e repubblichini. Essa grida vendetta: non vi è altro Stato d’Europa in cui si osa tanto, nemmeno in Germania! Senza contare che, con la politica attuale del centrodestra italiano, si nega il grande contributo della destra cattolica, monarchica e liberale alla Resistenza; questo mentre in Francia i gollisti onorano i maquis, non i collaborazionisti di Vichy. E vorrei ricordare che della libertà e della democrazia conquistate a duro prezzo hanno beneficiato gli stessi fascisti, anche tramite la clemenza dell’amnistia, che può aver cancellato le pene, ma non i reati». Anche sulla devolution Chiesa lascia trasparire ila propria irritazione: «Noi ricordiamo Cefalonia, Porta San Paolo a Roma e le Quattro Giornate di Napoli, i tanti compagni di lotta romani e meridionali, non comprendiamo questa volontà di spezzare l’unità del Paese per l’egoismo dei più forti». La manifestazione si è quindi chiusa con la lettura di alcuni brani dai ricordi del comandante "Fagno", alias Antonio Ielmini, una delle figure di maggiore spicco della Resistenza tra il Novarese e l’Alto Milanese.
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