ll grido dell’Indotto Whirlpool: “Reguzzoni e Maroni, subito un tavolo”

"A rischio tutte le imprese che fanno subfornitura" denuncia il presidente di Api Varese Franco Colombo. Intanto Il presidente della Provincia incontra i sindacati

Il piano dei licenziamenti che coinvolgerà tra il 2005 e il 2007 mille lavoratori dipendenti nelle strutture di Comerio e di Cassinetta, rischia di provocare un effetto domino per l’economia della Provincia di Varese.

A rischio infatti non sono solo i posti di lavoro diretti ma anche tutto il grande indotto di aziende che lavorano in subfornitura, direttamente o indirettamente, per la multinazionale americana.

«Le notizie che ci pervengono dalle nostre associate  sono preoccupanti – commenta con Il Presidente di Api Varese Franco Colombo, che vede tra le sue associate molte di queste aziende legate all’indotto Whirlpool – La necessità di non perdere il migliore e spesso unico cliente obbliga le nostre piccole e medie imprese a trasferirsi armi e bagagli all’Est e a coloro che non ne hanno la possibilità di chiudere i battenti, con ovvie ripercussioni sul nostro sistema economico e sociale»

Un problema che ha una portata non di economia individuale delle aziende ma sociale, di economia del territorio: «Parafrasando il comunicato di Whirlpool – prosegue infatti Colombo – siamo noi imprese varesine che intendiamo intraprendere le azioni necessarie al fine di salvaguardare la competitività dei prodotti e dei  siti produttivi dell’Area di Varese. Chiediamo perciò alla Provincia di Varese,  che con il suo Presidente Reguzzoni si è sempre mostrata attenta ai problemi del territorio, la costituzione urgente di un tavolo di lavoro con tutte le parti sociali, per monitorare lo stato di crisi. Inoltre siamo certi che il Ministro del Welfare Roberto Maroni  non rimarrà insensibile alle voci che si levano dal sistema economico varesino, e a lui chiediamo un impegno per lavorare insieme da subito e concretamente per la salvaguardia del lavoro dei nostri imprenditori, dei nostri dipendenti e delle loro famiglie».

Nel pomeriggio intanto c’è stato un primo incontro tra i sindacati e il presidente della provincia Marco Reguzzoni, che si è informato sulla situazione dell’azienda, ha preso atto delle richieste sindacali ed ha concordato di rinviare l’adozione di eventuali misure e provvedimenti nel momento in cui saranno note ufficialmente le motivazioni dell’azienda su questa scelta.

Rerguzzoni conferma inoltre di avere informato della gravità della situazione il Presidente del Consiglio e il Ministro del Lavoro e di avere loro chiesto di valutare con molta attenzione il caso Whirlpool, considerata l’entità delle richieste di esubero.

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Pubblicato il 27 Aprile 2005
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