Maggioranza battuta sulle consulenze esterne

Passa una risoluzione di Di Paolo, Verga e Pecchini (Progressisti) volta a ridurre il ricorso alle consulenze professionali esterne

Maggioranza battuta ieri sera in Consiglio comunale sul tema delle consulenze esterne. Non accade spesso, infatti, che ben tre consiglieri di maggioranza approvino una proposta dell’opposizione, ed un quarto si astenga. Per capire come si sia giunti a questa conclusione, occorre esaminare il testo della risoluzione che Ovidio Di Paolo, Angelo Verga e Maria Enrica Pecchini (Progressisti per l’Ulivo) hanno presentato ai colleghi consiglieri. Vi si fa riferimento all’«ampio ricorso» alle consulenze esterne da parte dell’amministrazione bustocca, nonostante la Legge Finanziaria richieda esplicite motivazioni per l’assegnazione di questo genere di incarichi, e l’invio della documentazione contabile relativa alla Corte dei Conti. Nella risoluzione si proponeva di «attivarsi per valorizzare le professionalità dei dipendenti, ridurre le consulenze esterne e ripensare la politca di esternalizzazione dei servizi».


L’assessore Franco Castiglioni ha tentato una "difesa d’ufficio" dell’operato dell’amministrazione, negando che il ricorso alle consulenze esterne da parte della medesima sia eccessivo, e denotandolo invece, talora, come una necessità, data l’insufficienza numerica del personale comunale. Ruggiero (Progressisti) ha chiesto che la Giunta si impegni a liberare risorse nel prossimo bilancio annuale "tagliando" le consulenze; il presidente Speroni è invece intervenuto con uan critica mordace al «centralismo» della Finanziaria, che impedisce ai Comuni «di fare dei soldi l’uso che credono, nel rispetto della volontà degli elettori», il tutto per arrestare l’emoragia di denaro pubblico in tempi di vacche magre e deficit galoppante. «Non hai assunto personale? Sei stato "virtuoso"? Peggio per te, blocchiamo le assunzioni comunque»: così Speroni ha polemicamente sintetizzato lo stato attuale dei rapporti tra il governo e gli enti locali. Anche Carlo Fontana (FI) ha riconosciuto che il problema sussiste  e che va affrontato tramite la formazione continua del personale comunale e la «motivazione» dei dipendenti, «anche in sinergia con i sindacati, che troppo spesso sono indicati come dei perditempo mentre da questo punto di vista hanno un ruolo importante». Grandi (Progressisti) ha invece tessuto, in polemica con Speroni, una sorta di "elogio del centralismo", ricordando che le professionalità interne agli enti locali sono necessarie, che in Francia, proprio grazie allo Stato centralista napoleonico, si è formata una classe di tecnici e ingegneri che tutta Europa invidiava, e infine che, in linea di principio, «appaltare non è giusto, se lo si può evitare». In conclusione, al momento del voto,  Fontana e Cicero (FI) si sono schierati con l’opposizione, così come Audio Porfidio (La Voce della Città); unico astenuto Gianpiero Reguzzoni (Lega Nord). La risoluzione è stata così approvata, sancendo così un importante monito all’amministrazione Rosa su un argomento, quello delle consulenze esterne, già criticato in passato dal centrosinistra.

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Pubblicato il 29 Aprile 2005
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