Rosa:«Il Baff un’opportunità per il cinema e per la città»
Il commento del Sindaco sull'ultima edizionde del Busto Arsizio Film Festival
Riceviamo e pubblichiamo il commento del sindaco di Busto Arsizio Luigi Rosa a conclusione del BAFF (Busto Arsizio Film Festival) 2005
Sabato scorso è calato il sipario sulla terza edizione del B.A. Film Festival.
Vorrei oggi esprimere il mio parere su questo grande evento che oltre ad aver coinvolto la Città maggiormente rispetto al passato, grazie anche allo spazio festival che ha portato l’evento nel cuore di Busto, ha avuto anche una vastissima eco su tutti gli organi di stampa., portando il nome di Busto Arsizio al di fuori del nostro territorio e per un motivo insolito rispetto a quelli per cui è conosciuta.
Al di là della indubbia consacrazione del festival come punto di riferimento per il mondo del cinema, suffragata da presenze eccellenti e dal fatto che il BAFF abbia costituito un’importante vetrina per film non ancora usciti nelle sale (segno che i produttori hanno dato fiducia al festival stesso), voglio sottolineare che il significato della manifestazione sta soprattutto nella valorizzazione della cultura come fattore di sviluppo per la città.
Mi vorrei soffermare in particolare su due aspetti che caratterizzano il BAFF rispetto ad altre manifestazioni del genere: il punto di vista formativo e didattico e il punto di vista delle prospettive di rilancio economico.
Come si sa, il festival ha coinvolto quest’anno circa 4.000 studenti delle scuole superiori che per buona parte dell’anno scolastico sono stati adeguatamente preparati e avviati alla conoscenza del linguaggio cinematografico e delle professionalità del mondo del cinema. E non si è trattato solo di questo, sono stati infatti avviati nuovi percorsi scolastici in varie scuole, come il Liceo Artistico, il Liceo Scientifico e l’Istituto Olga Fiorini. Il BAFF ambisce quindi sia a formare un nuovo pubblico, sia a far intravedere le possibilità lavorative che il mondo del cinema (e della televisione) può offrire ai giovani.
In merito al secondo punto, non posso far altro che constatare ancora una volta che in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, crisi che coinvolge soprattutto un settore industriale fondamentale per il nostro tessuto economico come il tessile, non sia sbagliato cercare nuove vie di investimento. L’Amministrazione Comunale, dal canto suo, sta focalizzando la sua attenzione su questa crisi e ha intenzione di sviluppare ulteriormente quelle iniziative di sostegno alle industrie che sono già state messe in campo (completamento della zona industriale, bando dedicato agli artigiani, incubatore per le nuove aziende) anche con un accordo di programma con l’UNIVA.
Ritengo quindi che un nuovo tassello sulla strada della ripresa possa far leva sulla cultura anche partendo dal presupposto che il cinema italiano non naviga a sua volta in buone acque e ha bisogno di un supporto industriale che Busto è pronta ad offrire, forte della sua tradizione e delle sue potenzialità. La dimostrazione arriva dai primi concreti risultati ottenuti dalla BA Film Commission, che in un solo anno di attività ha già supportato alcune importanti produzioni, come un dvd di Vasco Rossi. Non posso non citare inoltre che il BAFF ha portato in città i Raptor Studios, il primo laboratorio in Europa per l’animazione digitale in 3D.
L’Amministrazione Comunale ha creduto sin dall’inizio nel BAFF e nel suo significato per lo sviluppo della città e lo ha sostenuto fermamente. A mio parere il segreto del suo successo sta soprattutto nella sinergia tra istituzioni pubbliche e l’associazione privata B.A. Film Factory, sinergia che ha declinato al meglio quel principio di sussidiarietà che ha come obiettivo proprio lo sviluppo del territorio.
Non è detto che il sogno di una nuova Busto possa diventare concreto proprio in una delle zone strategiche della città, l’area delle Ferrovie Nord, il cui recupero è stato affidato ad un grande nome dell’architettura mondiale, Mario Botta.
Sto pensando, anche per i rapporti che l’Amministrazione ha instaurato con le Università del territorio e il Conservatorio di Milano, che proprio lì si potrebbe costruire una sorta di cittadella della cultura, caratterizzata da scuole d’arte e di musica, da studi di produzione cinematografica e televisiva, da sedi universitarie, da attività di produzione multimediale, tipiche del terziario avanzato.
Come ho già detto io, ma anche altri illustri colleghi (mi riferisco a Ettore Albertoni), Busto, la Manchester d’Italia, potrebbe dunque aspirare a diventare la Cinecittà del Nord Italia, portando al cinema italiano un’aria nuova fatta di capitali, risorse umane, location inedite, strutture adeguate.
Concludo con un accenno ad un altro dei fiori all’occhiello del BAFF, il concorso di sceneggiatura che anche quest’anno ha voluto mettere in evidenza come la scrittura sia tra gli elementi più importanti di un film. Questa edizione ha visto anche un premio dedicato alla sceneggiatura che “meglio esprime le culture e le identità della Regione Lombardia”, promosso in collaborazione con il Centro Regionale di documentazione e coordinamento degli studi sulle lingue parlate e locali, dialetti, letterature e storie della Lombardia, che ha sede proprio in Città.
Ho fatto questo riferimento anche per rimarcare la profonde radici che il festival ha nel territorio: il BAFF non potrebbe essere tale lontano dalla città, perché trae la sua forza proprio dal tessuto sociale che lo ha ideato e lo ha portato a questi livelli. Lontano da Busto sarebbe un’altra cosa, assomiglierebbe ai tanti festival che si organizzano qua e là in Italia, ma non sarebbe lo specchio di una città che ha in sé tanta voglia di spiccare il volo… anche l’arrivo di numeri uno come Francis Ford Coppola e Zucchero, non deve essere visto come un fatto episodico, ma deve essere contestualizzato: gli apporti culturali in un tessuto fertile come quello bustocco non possono far altro che contribuire a creare delle sinergie vincenti per tutta la Città.
Concludendo, ricordo, come ho già accennato, che il festival sta raccogliendo consensi sempre più ampi, non solo negli ambienti cinematografici. Voglio ricordare in particolare la visita del Ministro Urbani di qualche tempo fa e che proprio Ettore Albertoni ha parlato di rinascimento bustocco in riferimento al nostro progetto culturale.
Luigi Rosa
Sindaco della Città di Busto Arsizio
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