Crisi di Giunta, l’Unione si ricompatta e punta al voto

I partiti d'opposizione denunciano le divisioni e i fallimenti dell'amministrazione bustocca e si dichiarano pronti a prendere il testimone del governo della città

Dopo dodici anni di opposizione, il centrosinistra bustocco si ripropone come alternativa di governo per la città, avvertendo nell’aria la possibilità di elezioni anticipate a seguito della crisi che ha investito la Giunta Rosa. Durante una conferenza stampa Margherita, DS, Rifondazione Comunista e SDI hanno ribadito a una voce le critiche all’amministrazione di centrodestra, auspicando che quanto prima si vada al voto per offrire ai cittadini la possibilità di voltare pagina.

Per i DS il segretario cittadino Maurizio Maggioni mette in luce la «divergenza strategica» che a suo parere dividerebbe Lega e Forza Italia: «Qualsiasi nuova giunta dovesse essere costituita nascerebbe già agonizzante e destinata a fine prematura, ben prima della scadenza del mandato. Il tutto avviene in uno scenario in cui un blocco dell’amministrazione ci farebbe perdere milioni di euro in finanziamenti europeii per il Piano Integrato di Sviluppo Locale, le cui opere devono essere completate entro fine 2007. Di conseguenza, da oggi l’Unione deve attrezzarsi per governare la città». Walter Picco Bellazzi,  per la Margherita, contesta alcune carenze "storiche" dell’amministrazione del centrodestra, come ad esempio il piano parcheggi («se ne parla da 10 anni»), l’area delle Nord («pare Berlino nel dopoguerra, bisognava fare un concorso di idee tempo fa, non finire per dare un sacco di soldi a Botta nel 2005»), l’Accam, «finita in una causa miliardaria priva di senso». «L’isolamento di Busto perdura e si aggrava, la città ha da tempo perso la sua naturale leadership nell’area» lamenta Picco Bellazzi.

Jarno Marchiori, neosegretario di Rifondazione Comunista, è netto nel confermare la richiesta che questa amministrazione si dimetta, ma anche nell’auspicare il superamento delle differenze esistenti all’interno dell’Unione. «Per il resto, lavoro e ambiente sono le nostre priorità: una giusta battaglia è quella contro l’Accademia dello Sport nel Parco Alto Milanese». Infine per Giovanni Devastato (SDI) «Bisogna vigilare, perchè la situazione è gravissima. Le segreterie provinciali del centrodestra si intromettono nella crisi di Busto, crisi che dovrebbero essere le sezioni locali a risolvere. Non si tratta di una crisi politica, ma personalistica, una crisi che tocca interessi profondi».

In sostanza il centrosinistra, nel dichiararsi ormai pronto alla battaglia per la conquista di Palazzo Gilardoni, è prodigo di critiche alla maggioranza: quanto alle proposte concrete, «bisogna ripartire dai nostri programmi del 1997 e del 2002 – e questo la dice lunga sull’inazione delle amministrazioni di centrodestra. Da un lato azzeravano i servizi sociali e affidavano consulenze esterne a raffica, dall’altro ancora non sono stati capaci di studiare una destinazione d’uso per l’ex calzaturificio Borri, costato alle casse comunali 10 miliardi e 200 milioni di vecchie lire».

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Pubblicato il 20 Maggio 2005
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