“Fuori dalla metafora del volo”. Dialogo sulla libertà

Tuono e Fante hanno dato vita ad un appassionato dialogo su libertà, alienazione e desiderio, pubblicato delle edizioni Giuseppe Laterza

Tuono e Fante  sono gli animatori del gruppo politico culturale luinese di RedAzione, che trimestralmente pubblica l’omonimo periodico. I due hanno dato vita ad un appassionato dialogo attorno a libertà, alienazione e desiderio, recentemente pubblicato delle edizioni Giuseppe Laterza con il titolo " Fuori dalla metafora del volo". In questa intervista i due autori discutono sui temi del libro e quindi della vita.

Cosa vi ha spinti ad affrontare dei temi che erano semmai all’apice del dibattito nelle trascorse stagioni politiche.

Brigandì: Personalmente mi ha spinto la stridente antitesi fra la coscienza che andavo maturando nella militanza con RedAzione e la condizione lavorativa in cui mi trovavo. Alla fine di quelle giornate non avevo la forza per leggere nemmeno un libro; mi interrogavo dunque sul valore di un sacrificio totale per il lavoro.

Cavallari: Nel corso degli ultimi vent’anni si è effettuato un oscuramento, una sorta di oblio su temi quali libertà ed alienazione. La contraddizione capitale-lavoro è stata accantonata ma mai risolta. Con la caduta di tutte le ideologie si è prodotto un appiattimento politico-culturale senza precedenti. Il pensiero unico si è sostituito alle ideologie divenendo esso stesso ideologia, si è mascherato da senso comune talmente bene che nessuno si pone più le domande che abbiamo cercato di scardinare nel nostro dialogo. Neppure chi dovrebbe assumersi il compito di farlo. Ed è chiaro che parlo dei partiti di sinistra e di una parte del sindacato.

Trascendere l’alienazione è un processo che attiene ad un cambiamento radicale del sistema, o ad un lavoro su se stessi? Ovvero "l’alienare l’alienazione richiamato da Fante?"

Brigandì: "Alienare l’alienazione" è possibile attraverso una presa di coscienza di se stessi, certo, ma non fissa su di sé, bensì con lo sguardo rivolto a chi l’ha provocata. In questo dato momento storico si ha bisogno più che mai di persone che reinsegnino il desiderio come motore di libertà ed impeto verso una costruzione; altrimenti il desiderio, nell’individuo isolato, rimarrà sempre il primo anello di una catena di consumismo.

Cavallari: L’alienazione non è un "prodotto naturale" ma l’espressione di codesto sistema economico e sociale. E’ chiara espressione del capitalismo. Solo un cambiamento radicale può risolverla, non ci sono riformismi in grado di produrre azioni liberatorie.Sorprende, in ragione della vostra affinità politico-culturale che fuoriesca una visione dell’attività lavorativa così antitetica.

Perché e quanto incide la vostra diversa condizione lavorativa?

Brigandì: Svolgendo un lavoro che aspira ad essere dirigenziale, ho poppato col latte il carrierismo e ma altrettanto presto riscontrato quanto violento sia, anche se non interessa.

Cavallari: Sicuramente nelle nostre impostazioni concettuali incide il nostro excursus personale, quindi sia l’attività lavorativa che le basi culturali che ci hanno formato. Io mi posso dichiarare sostanzialmente un marxista autodidatta.Oggi il sistema ci propone una libertà illimitata nel mondo delle merci e del consumo.

Che significato assume per voi, invece, il desiderio di libertà.

Brigandì: Significa al contrario l’incontro con un importante aspetto del limite umano – mascherato, non a caso, dall’onnipotenza capitalista. Quella medesima fragilità, se attivata, diventa l’arma stessa del riscatto, lo strumento attraverso il quale l’uomo misura di essere più di ciò che consuma. C’è del misterioso, o quantomeno dello strano, in questo.

Cavallari: A "desiderio" preferisco termini meno romantici ma molto più evocativi: presa di coscienza, ruolo attivo del proletariato. Ecco la tensione alla libertà, per quanto mi riguarda, è interpretata dall’esigenza di trasformare la nostra realtà fattuale in una nuova realtà cosciente.

Come mai, se si estendono a vostro dire i soggetti alienati e sfruttati, non scatta quella molla che una volta si identificava con la coscienza di classe?

Brigandì: E’ un fatto che chi rivendica oggi, se ottiene, si acquieta del tutto domani. Siamo di fronte ad una sorta di "affollamento di diritti" per i quali vale una logica da proprietà privata. Si ha il sospetto che il Potere stesso promuova soltanto questo tipo di battaglie in luogo di una più radicale ridiscussione dello stato societario.

Cavallari: La pervasiva azione del capitale ha sodomizzato idee e prospettive liberanti. L’assenza di un nucleo politico d’avanguardia e di una militanza attivamente presente sul territorio ha completato l’opera.

Cosa vi aspettate da questa vostra provocazione?

Cavallari: La pretesa di questo libro è alta: provocare dibattito nei lettori, riproporre le vecchie domande accantonate ma mai risolte.

Brigandì: Che, come dico nel testo, il lettore possa sentire "la potente stretta della propria individualità".

Tutti gli eventi

di marzo  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 13 Maggio 2005
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.