Heysel: vent’anni fa la tragedia

Il 29 maggio 1985 trentanove persone morirono negli scontri che precedettero la finale di Coppa Campioni tra Juve e Liverpool

Sono passati vent’anni da quel maledetto 29 maggio 1985. Quella sera allo stadio Heysel di Bruxelles era in programma una notte di sport e di festa che si chiuse in tragedia. In quello stadio era prevista la finale della Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool: i bianconeri erano all’apice del ciclo firmato da Platini (e tanti altri grandi campioni) e rincorrevano la coppa che li aveva già respinti nel 1973 e nel 1983. I "reds" di Ian Rush e Bruce Grobbelaar si presentavano alla finale per difendere il titolo vinto contro la Roma l’anno precedente.

Nel tardo pomeriggio però l’atmosfera di quel giorno si ruppe nel peggiore dei modi. Poco prima delle 19 iniziarono alcuni incidenti nel "Settore Z", una tribuna in teoria riservata ai tifosi neutrali ma che in realtà conteneva spettatori di entrambe le squadre. Una gradinata separata dalla curva del Liverpool soltanto con una rete, insufficiente, scadente, come tutta la struttura dell’Heysel, come tutta l’organizzazione locale. In pochi minuti si scatenò il finimondo: le cariche dei tifosi inglesi al quale le forze dell’ordine (pochi agenti mal organizzati) non opposero alcuna resistenza, costrinsero alla fuga gli italiani che si accalcarono dalla parte opposta del settore, verso un’uscita, una via di salvezza che non c’era. Crollò un muro sotto la calca, in una situazione irreale, con gente inorridita e spaventata, altra infuriata, altra che non si rendeva bene conto di quello che avveniva.

Nel marasma i due capitani (Phil Neal e Gaetano Scirea) lanciarono un appello con gli altoparlanti; poi tutti i giocatori, già in divisa, furono mandati tra il pubblico a cercare di calmare gli animi. A quel punto però la tragedia si era già compiuta: 39 persone, quasi tutte di nazionalità italiana, persero la vita, i feriti furono decine. La disgrazia non fermò l’evento sportivo: nonostante il parere avverso del presidente Boniperti, Uefa ed autorità locali decisero che la partita andava giocata. Vinse 1-0 la Juve su rigore inesistente (fallo su Boniek fuori area) trasformato da Platini. Ma quel giorno il calcio e lo sport in generale persero parte della propria poesia e della propria innocenza.

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Pubblicato il 29 Maggio 2005
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