Internet è il presente, anche nella scuola
Iniziata sabato mattina la due giorni dedicata ad Internet che si concluderà domani con l’assemblea annuale dell’Associazione giornali on line
Si è aperta questa mattina al centro convegni Ville Ponti la due giorni di lavori dedicati al mondo del web che si concluderà domani pomeriggio con l’assemblea annuale dell’Anso, l’associazione nazionale dei giornali on-line. Un’occasione particolarmente importante per Varese per affrontare, con la presenza di esperti di grande livello, una riflessione sulle potenzialità della rete in tre abiti fondamentali come la comunicazione, il business e la scuola.
Il programma di Internet a convegno si è aperto proprio con un incontro sul rapporto tra internet e la scuola, che ha messo a fuoco le infinite possibilità di lavoro e di spunti creativi per la didattica che la rete offre agli istituti di ogni ordine e grado.
Ad aprire il convegno La scuola entra in rete, i saluti dell’assessore provinciale all’edilizia scolastica Graziella Giacon, che ha sottolineato come questo nuovo strumento di comunicazione abbia contribuito a far cambiare in modo sostanziale l’universo della pubblica amministrazione e le modalità di interazione con i cittadini “non più destinatari passivi dei messaggi ma interlocutori attivi, che vogliono essere ascoltati. Uno scenario che ha creato u terreno fertile per il cambiamento della stessa amministrazione pubblica”. Insomma, ha concluso l’assessore Giacon “Internet come una rivoluzione carica di positività, una grande occasione per migliorare il mondo e far crescere la democrazia”.
Una rivoluzione che ha fatto prepotentemente il suo ingresso anche nel mondo della scuola. ”Un mondo – ha ricordato il direttore di Varesenews Marco Giovannelli – dove fino a pochi anni fa esistevano ancora pochi computer e rari collegamenti ad Internet, e che nel giro di pochi anni ha saputo appropriarsi di questi strumenti in modo straordinario, cogliendone tutte le potenzialità. Internet non è il futuro, è il presente e il mondo della scuola deve esserne consapevole”.
Un rapporto, quello della scuola con la rete, che offre veramente infiniti spunti, come hanno dimostrato le molte testimonianze portate in mattinata da diverse realtà della provincia di Varese che hanno raccontato la loro esperienza al convegno.
E’ nata proprio dal Csa (l’ex Provveditorato agli studi) di Varese, ad esempio, l’interessante esperienza di Scuole di montagna (www.scuoledimontagna.it) un progetto cofinanziato dall’Obiettivo 2 dell’Unione europea per mettere in rete le scuole più piccole e disagiate delle realtà montane lombarde. “Piccole scuole in località isolate – ha spiegato il responsabile del progetto “Scuole in rete” del provveditorato di Varese Giuseppe Potente – che grazie ad un sistema integrato di comunicazione, possono essere sempre in collegamento diretto tra loro superando le distanze, le difficoltà legate al territorio ma anche i limiti imposti dai numeri spesso troppo esigui”.
Molto interessante la testimonianza dei ragazzi e della professoressa Maria Maddalena Langè dell’Itc Tosi di Busto Arsizio, che durante questo anno scolastico hanno partecipato al progetto Hoc del Politecnico di Milano, collaborando all’iniziativa “Stori@Lombardia”, una modalità completamente nuova per avvicinarsi allo studio della storia, dove l’analisi dei documenti e la parte “seriosa” dello studio si alternano a momenti di gioco in mondi virtuali a tre dimensioni e dove una chat tra studenti può diventare parte integrante della didattica.
Il professor Ermanno Morosi, del Liceo Artistico Frattini di Varese, ha invece toccato un punto potenzialmente dolente del rapporto tra la scuola e Internet, ovvero i “registri elettronici”, modalità nuova sia per la comunicazione con le famiglie (che possono verificare on-line e in tempo reale voti, rendimento e presenze dei figli) ma anche di “storicizzazione” del lavoro svolto a scuola. “Nella nostra scuola questa nuova modalità viene vissuta senza traumi dagli studenti, che hanno capito che non è uno strumento di repressione e che è una cosa che non va sovraccaricata di significati, così come non c’è da temere una violazione della privacy – ha detto il docente – è solo un altro modo con cui la scuola si adegua alle nuove tecnologie e modalità di comunicazione”.
Oggi sono sempre di più le scuole che si dotano di un proprio sito Internet, che diventa vetrina per la propria offerta formativa, ma anche utilissimo strumento di lavoro, come ha ben illustrato Marco Ferrario dell’Itis Geymonat di Tradate (www.itisgeymonat.va.it), una scuola dove il sito è stato studiato in modo da offrire molti contenuti rivolti all’esterno, ma anche spazi per condividere lavori e informazioni di docenti e studenti, con la possibilità di accedervi anche da casa, con un server di posta elettronica proprio, aree dati personali dove archiviare i propri documenti, e un servizio “Prontoscuola” per consentire una comunicazione diretta e immediata con le famiglie.
Molto interessante anche la testimonianza portata da Carlo Sigismondi dell’Itpa Keynes di Gazzada, che ha raccontato come, proprio attraverso Internet, da un corso di cinese frequentato da alcuni docenti e allievi, sia nato un rapporto di conoscenza e di amicizia con alcuni studenti cinesi, attraverso il portale “Epals.com”, rapporto che, tra l’altro, culminerà ad ottobre con una gita scolastica davvero eccezionale, ovviamente in Cina. “Molto però deve essere ancora fatto a livello di dotazioni tecniche nella scuola – ha ricordato Sigismondi – perché se è vero che ormai l’informatica è una realtà diffusa in molte scuole, è anche vero che ci sono ancora istituti dove c’è un solo computer o dove non è possibile collegarsi con la classe alla rete”.
A concludere l’elenco di “case history” le due università varesine, l’Università dell’Insubria e la Liuc di Castellanza. Nicoletta Saladini e Luca Mondini hanno raccontato come una potenziale difficoltà iniziale dell’Università dell’Insubria, ovvero la sua dislocazione molto frammentata sul territorio, con la doppia collocazione a Varese e Como e molte sedi sparse sul territorio sia diventata l’opportunità per dotarsi sin dal principio di una efficiente rete informatica e di un programma di e-learning che oggi consente a tutti gli studenti di seguire diverse lezioni in videoconferenza o di consultare le lezioni e i materiali direttamente da casa.
A chiudere il lungo elenco di testimonianze Piero Cavalieri della Libera università Carlo Cattaneo di Castellanza, che ha puntato l’attenzione sul sito della biblioteca universitaria, (www.biblio.liuc.it) considerata tra i cinque migliori siti di biblioteche in Italia, con oltre quattro milioni e mezzo di pagine scaricate ogni anno.
Una panoramica certo non esaustiva ma molto significativa del rapporto tra Internet e il mondo della scuola che, in provincia di Varese, sta dispiegando con punte di vera eccellenza le proprie potenzialità.
Oggi pomeriggio l’attenzione si sposta sull’economia, con il convegno “Web & business: un tandem per lo sviluppo”, che avrà inizio alle 14.45.
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