«Perché imparare quando l’IA ha tutte le risposte?», Luca Mari a Gallarate interroga il ruolo della scuola
Il docente della Liuc ha invitato gli insegnanti a riflettere sulle nuove sfide della formazione «Prima di decidere "cosa" insegnare, bisogna pensare al "come" e al "perché"»
«Perché dover far fatica a imparare quando l’intelligenza artificiale ha già tutte le risposte di cui ho bisogno?». Una domanda che suona come una provocazione, ma forse è un interrogativo reale per qualche ragazzo seduto al banco di scuola, mentre ha ChatGpt ha portata di mano nella tasca dei pantaloni.
L’intelligenza artificiale ha creato molte sfide anche nell’ambito della formazione. Scuola, università e aziende devono ora farne i conti. Luca Mari, docente della Liuc di Castellanza, ha incontrato insegnanti e formatori martedì 10 febbraio all’Istituto Falcone di Gallarate nell’ambito del progetto Generazione d’industria di Confindustria Varese in collaborazione con Asva (Associazione delle Scuole di Varese), per invitarli a riflettere sul ruolo dell’insegnamento in un mondo post-IA.
Il ruolo dell’essere umano nel mondo dell’IA
Secondo Mari, si può andare incontro a un rischio concreto e il suo ragionamento alla base è chiaro: se un’abilità non viene utilizzata si perde; l’IA può sostituire l’essere umano in attività che richiedono pensiero; quindi se ci facciamo sostituire dall’IA riduciamo la nostra capacità di pensare. «Vogliamo – sottolinea Mari – un mondo dove poter vivere bene senza dover lavorare, ma non possiamo permetterci di vivere senza pensare».
La domanda però resta: perché imparare? Finora imparare è stata la condizione necessaria affinché una persona potesse contribuire a generare valore per la propria società e ottenerne in cambio una quota (anche semplicemente imparando un mestiere per guadagnare lo stipendio). Cosa succederebbe però se per generare questo valore non ci fosse più bisogno dell’Uomo? «Siamo fatti per imparare. È importante – ricorda Mari – che i ragazzi scoprano che imparare ci fa stare meglio, anche se richiede fatica».
Dalle competenze alle attitudini
Ma quindi che cosa vale la pena imparare nell’epoca dell’IA? Secondo Mari, questa non è la prima domanda da farsi. È necessario chiedersi prima “come” e “perché” insegnare qualcosa. «Bisogna cominciare – suggerisce il docente – a smettere di pensare in termini di competenze, che sono utili solo in un mondo dominato dalla competizione, e passare a sviluppare le attitudini: strumenti fondamentali in un mondo che, al contrario, ha sempre più bisogno di collaborazione».
Spazio quindi alla crescita del pensiero critico, alla stimolazione della creatività, al potenziamento della capacità di lavorare in gruppo, «In altre parole – sintetizza Mari – bisogna insegnare agli studenti come diventare persone migliori».
E secondo Mari l’IA può aiutare gli insegnanti a raggiungere questo obiettivo. «Vietare – afferma il docente – l’uso dell’IA a scuola non serve. Bisogna che gli insegnanti imparino a utilizzare questi strumenti e che insegnino agli studenti come sfruttarli al meglio per imparare».
«Confronto necessario per le aziende del territorio»
Secondo Confindustria Varese, il rapido sviluppo delle nuove tecnologie rende fondamentali incontri come quello di martedì all’Istituto Falcone. «Una giornata – spiega Letizia Conti, dell’area Education e Capitale umano di Confindustria Varese – che ripetiamo ogni anno per mettere in relazione i referenti delle scuole e delle aziende per discutere dei temi di attualità».

«Siamo impegnati a dar vita a iniziative e progetti a vantaggio delle imprese e dell’intero sistema socioeconomico del territorio – afferma Pietro Conti, presidente del Gruppo giovani Imprenditori di Confindustria Varese, incaricato di seguire i temi AI per l’associazione datoriale – all’interno dei quali è fondamentale creare momenti di confronto su best case, criticità e bisogni, mettendo attorno allo stesso tavolo chi l’innovazione la sviluppa e chi la utilizza ogni giorno».
Punto di vista condiviso anche dall’Associazione delle Scuole di Varese. «Confermiamo l’impegno – ha aggiunto Walter Fiorentino, presidente di Asva – nel promuovere la collaborazione tra gli istituti scolastici, con l’obiettivo di affrontare in modo consapevole e competente le nuove sfide legate all’Intelligenza Artificiale. L’intento è quello di accompagnare l’ingresso dell’IA nel mondo della scuola, trasformandola in una reale opportunità di crescita e di innovazione didattica».

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