Musajo Somma: “La cultura è emarginata, mi dimetto”
Mancanza di risorse e scelte organizzative non condivise alla base della decisione dell'assessore alla Cultura
L’assessore alla Cultura Francesco Musajo Somma si è dimesso. Una decisione che era nell’aria, alla luce delle ultime pesanti polemiche che avevano investito l’assessorato. «La decisione – recita una scarna nota emessa dalla segreteria Udc, partito in cui è in quota l’assessore – è maturata per le crescenti difficoltà ad operare, difficoltà connesse alla marginalizzazione che il settore cultura ha subito nel corso del tempo e che si è concretizzata con tagli di bilancio accompagnati da interventi organizzativi non concordati e non rispondenti alle reali esigenze di sviluppo delle attività dell’assessorato».
La scelta dell’ex assessore non sorprende, nonostante lo stesso Musajo Somma avesse annunciato, non più di tre settimane fa, l’acquisto del Teatro Apollonio da parte del Comune, facendo intendere l’esistenza di una progettualità nel lungo periodo, che queste dimissioni di fatto sembrano smentire. «Ho tenuto duro fino adesso per il partito e per un senso di responsabilità verso i cittadini – spiega Musajo Somma -. La decisione è arrivata quando ho chiesto che si sciogliesse il nodo dell’organizzazione della prossima stagione teatrale, perché arrivati al 31 maggio siamo già oltre il limite massimo, con il rischio di dover prendere quello che rimane a costi esorbitanti. Io proponevo la soluzione Longoni, attuale direttore artistico dell’Apollonio, che è garanzia di esperienza, serietà e qualità. All’ennesimo tentennamento di Giunta e Sindaco ho deciso di dimettermi, perché solo un’azione forte poteva far uscire da questo stallo. Da tempo poi soffrivo della situazione organizzativa in cui si trovava l’assessorato. Sono stati tagliati 5 addetti per motivi di bilancio e quei soldi non sono stati reinvestiti nella cultura, anzi abbiamo subito altri tagli».
Ora la palla ritorna al sindaco Fumagalli che già subito dopo la rielezione del 2002 aveva mantenuto per un anno la delega alla cultura, prima di dare l’incarico, nel 2003, a Musajo Somma. L’assessorato alla Cultura in questi anni ha subito una serie interminabile di scossoni, girandole, rivoluzioni e restaurazioni.
Le dimissioni dell’assessore non sono altro che l’ultimo atto di una rappresentazione a tratti tragicomica, in cui si sono avvicendati, nel ruolo di dirigente, ben cinque figure: Anna Bernardini, Francesco Spatola, Claudio Brambilla, Giuseppe D’Amanzio e Rodolfo Aldi. A tutto questo bisogna aggiungere la "tragedia" dei musei, con il mancato rinnovo contrattuale a tutto lo staff, e la vicenda di Fabio Sartorelli, da anni costruttore di una prestigiosa stagione musicale, ma trattato come se fosse l’ultima ruota di un carro inutile.
Di chi sarà il prossimo addio? Ci eravamo domandati in occasione della vicenda del musicologo varesino. La risposta, un po’ in ritardo, è arrivata.
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