Referendum, le ragioni del Sì

Il Comitato per il Sì espone le ragioni della propria scelta di voto al referebndum per l'abrogazione parziale della legge 40 sulla fecondazione assistita

Si avvicina la data del voto per i referendum previsti il 12-13 giugno 2005. Oggetto del contendere le norme previste nella legge 40 sulla fecondazione assistita, di cui si vorrebbe la parziale abrogazione.

 

Il Comitato referendario per i 4 Sì (agli altrettanti quesiti proposti ai cittadini) di Busto Arsizio espone agli elettori le ragioni per approvare l’abrogazione parziale della contestata normativa.

Sul quesito che vuole abrogare il divieto di ricerca scientifica sugli embrioni in sovrannumero, il Comitato chiede di votare Sì «perché così darai
speranza di una possibile cura a tanti malati di diabete, di cancro, di
Parkinson, di Alzheimer. Perché così permetterai all’Italia di non essere
tagliata fuori dalla ricerca scientifica». Sul secondo quesito, per l’abrogazione del divieto di tentare la fecondazione su più di tre ovociti e di quello di accedere alla fecondazione da parte di coppie fertili ma portatrici di gravi malattie virali o genetiche, il Sì viene richiesto per permettere a molte donne di diventare madri
senza ripetere troppe volte i pesanti cicli di stimolazione ormonale. Si fa notare che in tal modo saranno i medici a decidere qual è la procedura scientificamente più corretta per le necessità del caso, «e non una legge che non tiene conto di differenze di età e patologia».
Inoltre, votando Sì «si permette a tante coppie portatrici di malattie genetiche di
avere figli sani, non destinati ad una vita troppo breve o vissuta in ospedale» oltre che di diminuire il numero degli aborti terapeutici compiuti al quinto mese
di gravidanza dopo l’amniocentesi.

 

Un punto particolarmente controverso e delicato è il quesito che intende abrogare l’articolo 1 della legge 40, che conferisce pari diritti a soggetti già nati e al nascituro fin dall’atto della fecondazione. Il Comitato per il Sì chiede di approvare il quesito «perché così si affermerà il
principio che i diritti delle persone già nate non possono essere equivalenti a
quelli dell’embrione
, che, quindi, non sarà riconosciuto soggetto di diritto al
pari della donna, i cui bisogni ritorneranno a mantenere un aspetto prioritario,
e si eviterà di rimettere in discussione la Legge 194 sull’interruzione
volontaria di gravidanza».

Infine, sul quarto ed ultimo quesito, mirato ad abrogare il divieto di fecondazione eterologa (cioè con spermatozoi od ovuli provenienti da persone esterne alla coppia), il Comitato inviata a votare Sì «perché ci sono uomini e donne
completamente sterili, spesso a causa di tumori e chemioterapie, che solo grazie
al dono di seme e di ovuli possono diventare genitori. Con il tuo Sì puoi
permettere loro di sperare ancora».

«Questi referendum riguardano tutti e tutte» ricorda il Comitato per il Sì. In merito infine alla recente polemica sollevata circa l’utilizzo della sede Anpi per i primi incontri del Comitato, si precisa che la sede delle
riunioni settimanali aperte alla cittadinanza è stata fissata in via Giovanni Amendola,117.
L’ incontro di
questa settimana è programmato
alle ore 21.00 del 12 maggio
2005.

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Pubblicato il 09 Maggio 2005
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