Un Nobel per il N.O.B.E.L.

Arrivano da Fondo Cariplo 12 milioni di euro per progetti trasversali di biomedicina. Intanto Milano attende il LitBio, con un super calcolatore da 3 teraflop

Promuovere la ricerca attraverso progetti trasversali, in grado di massimizzare i fondi messi a disposizione e di accelerare l’innovazione. E’ questa l’idea alla base del programma triennale Nobel (Network Operativo per la Biomedicina di Eccellenza in Lombardia) della Fondazione Cariplo, che si è impegnata così ad investire 12 milioni di euro nella biomedicina. L’obbiettivo, evidentemente, è quello di non “sprecare i soldi”, investendoli in progetti che coinvolgano più gruppi di ricerca e che quindi, proprio per il loro carattere interdisciplinare, possano essere portatori diretti di innovazione.

Si tratta decisamente di un’idea da “Nobel”, e non per niente è stata promossa da Renato Dulbecco, che ha avuto l’onore di presentare il progetto. Come ha sottolineato lo stesso premio Nobel per la medicina la ricerca trasversale è sicuramente la più promettente (e non per niente è ormai una consuetudine negli Stati Uniti), e la scelta di investire questi soldi in piattaforme tecnologiche sarà una risposta adeguata al tallone d’Achille della scienza italiana. Qui in Lombardia, infatti, non mancano certo laureati validi, ma scarseggiano proprio le strutture di ricerca che, nell’epoca della “big science”, hanno raggiunto ormai costi esorbitanti.

I fondi messi a disposizione da Fondo Cariplo, poi, saranno attribuiti attraverso un meccanismo del tutto simile a quello d’appalto, quindi i centri di ricerca interessati dovranno presentare una domanda entro il 30 giugno. Si prevede di investire questi soldi in ben quattro strutture: per la genetica, per la ricerca sull’espressione genica trascrittonica e proteomica, per la bioinformatica e per lo studio dei modelli animali. Requisito fondamentale, come si è detto, sarà l’interdisciplinarietà, quindi ogni proposta dovrà coinvolgere più gruppi di ricerca.

 

Di certo questi fondi non potranno che rendere più roseo il futuro della ricerca lombarda, mentre proprio in questi giorni è stata annunciata la creazione, a Milano, di LitBio, un laboratorio interdisciplinare di tecnologie bioinformatiche. Si tratterà di un centro di eccellenza, in grado di attrarre ricercatori da tutto il mondo, grazie anche alla collaborazione con il Cilea, che metterà a disposizione un “piccolo” gioiello dell’informatica dalla potenza di calcolo di 3 teraflop. Tre teraflop, per chi è abituato come noi a ragionare in gigabyte, sono veramente tanti, infatti si tratterà di uno dei venti calcolatori più potenti del mondo. Tutta questa potenza, ancora una volta, sarà investita nella ricerca biomedica, che richiede calcoli sempre più approfonditi e complessi. Tra le ricerche di base che saranno condotte grazie a Cilea anche quella basata sui dati prodotti dal sequenziamento del genoma umano, del quale si è occupato lo stesso Dulbecco.

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Pubblicato il 12 Maggio 2005
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